AgenPress. Nella giornata di ieri, 27 aprile, presso il palazzo Valentini di Roma, sede della Città Metropolitana di Roma Capitale si è svolto l’incontro tra Sigfrido Ranucci e liceali di Roma organizzato da Linda Meleo e Daniele Diaco del Movimento Cinque Stelle e dall’associazione Noi Torpigna – OdV di Roma.
L’appuntamento si è svolto il patrocinio di importanti realtà associative: Forum Nazionale Trapiantati, AMSI – Associazione Medici di Origine Straniera in Italia, AISC_NEWS – Agenzia Mondiale Britannica Informazione Senza Confini, Zonta e-Club Roma Parioli, IMA – International Migrants Alliance e Associazione Malati di Reni APS.
Si è parlato del nuovo libro scritto dal noto giornalista del programma Rai Report ma da subito il discorso si è allargato alle potenzialità e alle criticità del web oggi con lo sviluppo dell’Intelligenza artificiale e delle implicazioni sulla libertà e la democrazia.
Sono intervenuti: il prof. Foad Aodi, presidente dell’Associazione AMSI e AISC_NEWS, Leonardo Loche, presidente dell’Associazione Malati di Reni, Luz Miriam Jamarillo per l’Associazione IMA (International Migrants Alliance), Giusy Barberis socia di Zonta Club Parioli e Gianfranco Castelli, membro attivo dell’Associazione Noi Torpigna – OdV.
Gli studenti che hanno attivamente partecipato al dibattito ponendo diverse domande sono gli alunni del liceo romano Immanuel Kant, diretto dalla prof.ssa Elisabetta Durantini e del liceo Vittoria Colonna, diretto dalla prof.ssa Franca Ida Rossi.
Nel dibattito, AMSI (Associazione Medici di Origine Straniera in Italia), UMEM (Unione Medica Euromediterranea), AISCNEWS (Agenzia Mondiale Britannica Informazione Senza Confini) e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE riflettono e analizzano il valore dell’educazione digitale come nuova frontiera della prevenzione, sottolineando l’urgenza di formare giovani consapevoli in un ecosistema informativo sempre più veloce e complesso.
A nome della rete associativa interviene il Prof. Foad Aodi, medico fisiatra, giornalista internazionale ed esperto in salute globale, membro del Registro Esperti FNOMCeO, docente dell’Università di Tor Vergata.
“È stata davvero una giornata di alto livello. Ranucci ha offerto ai ragazzi strumenti concreti per orientarsi tra informazione, social e intelligenza artificiale. Parliamo di un professionista seguito non solo in Italia ma anche all’estero, punto di riferimento per molte comunità di origine straniera, capace di unire rigore giornalistico e divulgazione”, dichiara Aodi. “Ranucci rappresenta oggi un modello di informazione credibile anche per le comunità internazionali, un vero ponte tra Italia e mondo. Il suo lavoro è seguito con attenzione anche all’estero e dalle comunità di origine straniera, perché unisce rigore giornalistico, coraggio e capacità di rendere accessibili temi complessi. Sta contribuendo a una vera svolta nel modo di fare informazione, rendendola più accessibile e comprensibile anche ai giovani e alle comunità internazionali”, aggiunge Aodi.
INFORMAZIONE, VERIFICA E RESPONSABILITÀ: LA LEZIONE AI GIOVANI
“Oggi le notizie viaggiano soprattutto sul web e sui social. Vent’anni fa seguivamo TG1, TG2, TG3; oggi i giovani si informano online. Questo è un dato di fatto, ma comporta una responsabilità enorme: verificare sempre le fonti e combattere la disinformazione”, prosegue Aodi. “L’intelligenza artificiale sta accelerando ulteriormente questo processo: può migliorare l’accesso all’informazione, ma può anche amplificare la disinformazione. Per questo il ruolo della verifica umana resta centrale e insostituibile”, sottolinea Aodi. “Da medico ho imparato che l’informazione corretta è parte integrante della salute pubblica. Nella mia esperienza, anche durante la Primavera araba – in Tunisia, Libia, Palestina, Gaza, Yemen, Siria – mi sono trovato spesso a essere tra i pochi punti di riferimento per notizie verificate. Questo dimostra quanto sia decisivo distinguere tra informazione libera e informazione condizionata da regimi o interessi”. Le associazioni sottolineano come i social non debbano trasformarsi in dipendenza ma restare strumenti di conoscenza e connessione. “Il web ha portato benefici enormi: ha accelerato la globalizzazione, il dialogo tra generazioni e la diffusione delle informazioni. Ma senza spirito critico rischia di amplificare le notizie false e le narrazioni distorte. Per questo diciamo ai ragazzi: usate i social, ma non fatevi usare dai social”, evidenzia Aodi.
AI E SANITÀ: VERIFICARE SEMPRE, EVITARE DERIVE INFORMATIVE
Inoltre, come evidenziato sia dal Prof. Aodi, e anche da Sigfrido Ranucci, è fondamentale verificare tutte le informazioni generate dall’intelligenza artificiale, soprattutto in ambiti sensibili come la sanità e l’informazione, dove ogni parola comporta una grande responsabilità. Il rischio, sottolineato nel dibattito, è che in futuro l’AI possa influenzare l’opinione pubblica globale su indirizzi non condivisi. Proprio per questo, è necessario fin da ora sviluppare un approccio critico e rigoroso, basato sulla verifica puntuale di ogni contenuto prodotto dall’intelligenza artificiale.
SALUTE E DIGITALE: L’ALLARME SUI GIOVANI
“Un dato particolarmente rilevante proprio in contesti come quello odierno, con centinaia di studenti coinvolti, riguarda l’aumento di circa il 40% delle patologie muscolo-scheletriche tra i giovani legate all’uso eccessivo di smartphone e computer: problemi a mano, gomito, spalla, colonna vertebrale, soprattutto cervicale e dorsale. A questo si aggiungono disturbi come vertigini, affaticamento visivo e problemi uditivi”, spiega Aodi.
“Serve educazione all’uso corretto delle tecnologie: i social vanno utilizzati quando servono, non devono diventare una dipendenza. La prevenzione oggi passa anche da qui”.
“Per questo riteniamo necessario introdurre in modo strutturale percorsi di educazione all’informazione digitale e all’uso consapevole dei social nelle scuole, per fornire ai giovani strumenti concreti di difesa dalla disinformazione”, propone Aodi.
DALLE PAROLE AI FATTI: EDUCAZIONE COME PREVENZIONE
“Educare i giovani a distinguere tra informazione e disinformazione significa oggi difendere la qualità della democrazia di domani. La prevenzione passa anche da qui: dalla cultura, dalla conoscenza e dalla responsabilità nell’uso delle informazioni”, conclude Aodi.
