AgenPress. “Nella manifestazione di Milano, esponenti della Brigata Ebraica sono venuti con la bandiera di Israele e con ritratti di Netanyahu e di Trump, un genocida e il suo principale complice.
Non c’entra niente con la Brigata Ebraica, lo hanno fatto per fare propaganda per il governo di Israele. È una cosa ignobile, perché la bandiera dello Stato di Israele in questo momento è simbolo di oppressione, violenza e genocidio. È stata una provocazione intollerabile.
Credo che gli amici dell’ANPI abbiano fatto bene a dire che non avevano nessun titolo per stare. Non si poteva lasciarli nella manifestazione, perché oggi il governo di Israele fa verso i palestinesi quello che hanno sempre fatto le forze fasciste. Usare strumentalmente le ceneri dei nostri morti è come ammazzarli nuovamente”.
Queste le parole di Moni Ovadia, saggista e regista, su Radio Cusano, nel programma “Battitori Liberi”, condotto da Gianluca Fabi e Savino Balzano.
“Il sionismo è sempre da condannare, non ha nulla a che vedere con l’ebraismo: è un’emanazione del colonialismo europeo e quindi un crimine colonialista. Non a caso si è presentato al mondo con lo slogan ‘una terra senza popolo per un popolo senza terra’.
Solo che in quella terra c’era un popolo, i palestinesi, che stava lì da secoli. Sono venuti dall’Europa con la mentalità del colonialista europeo, hanno colonizzato una terra, mostrandosi prima con un volto meno brutale e poi la prima azione dello Stato di Israele è stata l’espulsione di 750mila palestinesi, un evento chiamato Nakba, la catastrofe”, ha proseguito Ovadia.
“Israele non ha mai stabilito i suoi confini per poter rubare la terra legittima dei palestinesi. A parte la risoluzione 181 che ha legittimato lo Stato, hanno violato tutte le risoluzioni dell’ONU e delle Convenzioni di Ginevra, sono tutti fascisti colonialisti. I palestinesi nella manifestazione del 25 aprile dovrebbero stare in prima fila”.
“La questione dell’Ucraina è un’altra. L’Ucraina ha fatto la scelta di voler entrare nella NATO. Quando ci furono le prime trattative del 2022, Putin aveva chiesto solo che l’Ucraina non entrasse nella NATO, che è un’associazione militare non di difesa ma di aggressione, e aveva chiesto che alle regioni russofone fosse data autonomia speciale, come il nostro Trentino.
Invece la vocazione della dirigenza Zelensky era quella di entrare nella NATO e assumere una posizione esplicitamente ostile nei confronti della Federazione Russa”, ha concluso Ovadia.
“Qualcuno deve ricordarsi che i sovietici hanno avuto 27 milioni di morti, circondare con le armi americane era chiaramente un atto di ostilità. Se non si capisce questo, non si capisce niente. Gli americani intendevano colpire la Federazione Russa, destabilizzarla facendo uscire tutte le repubbliche per ridurla a un piccolo Stato irrilevante. Credo che la guerra in Ucraina sia stata voluta dall’amministrazione statunitense di cui la NATO era la longa manus militare”.
