AgenPress. Le vicende internazionali stanno monopolizzando sempre più l’attenzione. Le guerre di ieri e le più recenti sono vissute con preoccupazione ma spesso smorzate da disincanto e ripulsa. Ci si abitua a tutto. Le morti, le, devastazioni non provocano le scosse dei primi impatti.
Si rientra in un tunnel dove violenza, tragedie sono la cifra di un presente oscuro in cui saggezza ed equilibri sembrano scomparsi per un triste destino: una “normalità” tonfo dell’umanità. Esplodono le aspirazioni egemoniche, le diversità radicali, conflitti mai sopìti mai risoltisi ma nascosti.
Le Assise mondiali che avrebbero dovuto assicurare il governo del mondo, sono state arene di ipocrisia di parti egemoni. Un gioco degli inganni, occasioni per aggravare e non risolvere questioni antiche.
Spazi per economie emergenze e inediti ricatti planetari. Quanto forzatamente era stato risolto dai patti postbellici trovavano nei vari G7/20 percorsi di riparazioni e di espansioni economici. Nuove potenze superavano i confini e le limitazioni dei trattati di pace. Gli organismi internazionali scaduti purtroppo in coreografici esercizi diplomatici.
L’ONU, costruito e gestito dai vincitori del secondo conflitto mondiale, ha perso energie, diventando un insieme, non si sa con quali risultati, di Agenzie costosissime.
Ieri il centro della scena era monopolizzato da Putin oggi da Trump: “bersaglio mobile” imprevedibile. Corre per distruggere ,poi cerca di recuperare, prolifico negli sfratti, nelle rotture con antichi alleati e nelle minacce. Contrasta l’Europa e minaccia di uscire dalla NATO.
Che si fa?
Si rincorrono le acrobazie trumpiane e le mire putiniane oppure si prende atto della situazione che non può essere sottovalutata. Anzi l’Europa dovrebbe ringraziare Trump perché le sue prese di posizione dovrebbero indurre il vecchio Continente ad assumere decisioni coraggiose.
Non si può vivacchiare. Bisogna prendere atto dei cambiamenti degli scenari internazionali che si evolvono al di là di Trump. La sicurezza vera non può essere affidata in esclusiva agli USA.
Oggi l’Europa politica non c’è. Non ha una Costituzione, non ha un governo, non ha un Parlamento legiferante, si sforza di mediare 27 politiche diverse e 27 sistemi difensivi non integrati.
L’Europa non può essere la risulta di potenze, ma deve essere potenza che riequilibri e recuperi appuntamenti mancati. Bisognava cambiare i trattati!
Se non si fa questo l’Europa sarà una grande area economica di libero scambio soggetta a sfere di influenza putiniane e trumpiane. Non dimentichiamoci della Cina.
Sperare nella saggezza di futuri governanti è sfuggire la realtà. Al di là degli uomini il quadro, internazionale cambia. L’Europa ha la forza, la storia, la cultura per svolgere un ruolo importante, dando un contributo decisivo a temi planetari.
I ponti lasciamoli fare agli ingegneri e agli illusionisti … governare è altro!
Mario Tassone (ex deputato della Repubblica Italiana – già vice Ministro).
