Allarme virus sulle crociere: 6 casi hantavirus e 115 contagi da norovirus accendono il dibattito sulla prevenzione globale

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AgenPress. Dalla nave MV Hondius, partita il primo aprile da Ushuaia e attesa nelle prossime ore al largo di Tenerife per l’evacuazione dei passeggeri, fino al nuovo focolaio di Norovirus registrato sulla Caribbean Princess, cresce in tutto il mondo l’attenzione sanitaria internazionale verso la diffusione delle malattie infettive a bordo delle navi da crociera e nei contesti ad alta mobilità internazionale.

Secondo gli ultimi aggiornamenti internazionali, il focolaio di Hantavirus collegato alla MV Hondius conta oggi sei casi confermati su otto sospetti e tre decessi, mentre il Ministero della Salute italiano ha attivato la sorveglianza attiva per quattro passeggeri in quarantena a Firenze dopo il possibile contatto con una donna olandese risultata positiva e poi deceduta. L’OMS ha chiarito che il cluster internazionale non rappresenta l’inizio di una pandemia globale, pur confermando la necessità di monitoraggi rigorosi e cooperazione sanitaria internazionale.

Parallelamente, il CDC statunitense ha registrato il più grande focolaio gastrointestinale del 2026 attualmente in corso sulla nave Caribbean Princess della compagnia Princess Cruises: 115 persone contagiate tra passeggeri ed equipaggio, con sintomi prevalentemente legati a Norovirus, il virus oggi considerato il principale responsabile delle gastroenteriti acute sulle navi da crociera.

Le associazioni della rete internazionale AMSI (Associazione Medici di Origine Straniera in Italia), UMEM (Unione Medica Euromediterranea), AISCNEWS (rete internazionale di informazione agenzia mondiale senza confini) e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE riflettono e analizzano con grande attenzione il ritorno delle emergenze infettive legate ai trasporti internazionali, al turismo globale, ai cambiamenti climatici, all’inquinamento ambientale e all’aumento delle zoonosi, sottolineando la necessità di rafforzare informazione sanitaria, prevenzione e cooperazione scientifica internazionale.

Sulla questione interviene il Prof. Foad Aodi, medico-fisiatra, giornalista e divulgatore scientifico internazionale, esperto in salute globale, membro del Registro Esperti FNOMCEO e docente dell’Università di Tor Vergata, da giorni impegnato in una intensa attività internazionale di divulgazione scientifica.

“Negli ultimi tre giorni abbiamo registrato oltre 80 tra interviste televisive, articoli, approfondimenti e dichiarazioni internazionali dedicate ai nuovi rischi infettivi globali e alle differenze tra Hantavirus, Norovirus e altri virus emergenti”, dichiara il Prof. Foad Aodi.

DALLA MV HONDIUS A TENERIFE: LA RICOSTRUZIONE DEL FOCOLAIO

Secondo la ricostruzione diffusa dai media nazionali il 9 maggio 2026, la nave MV Hondius è partita da Ushuaia il primo aprile e arriverà al largo di Tenerife dopo circa cinquanta giorni di navigazione segnati dal focolaio di Hantavirus. Il bilancio aggiornato parla di sei casi confermati su otto sospetti e tre decessi tra i passeggeri. La possibile origine del contagio viene collegata all’esposizione a roditori infetti in aree tra Argentina e Cile, ma questa ipotesi non risulta confermata ufficialmente. Nel corso della navigazione sono stati registrati decessi, evacuazioni sanitarie, casi gravi e controlli internazionali, mentre Sudafrica e Svizzera hanno confermato il coinvolgimento del ceppo Andes, l’unico Hantavirus ritenuto potenzialmente trasmissibile da uomo a uomo in circostanze rare e legate a contatti stretti. L’OMS ha precisato che il focolaio non rappresenta l’inizio di una pandemia globale, mentre il Ministero della Salute italiano ha attivato la sorveglianza attiva per quattro passeggeri attualmente in quarantena a Firenze.

HANTAVIRUS E NOROVIRUS: DIFFERENZE, RISCHI E TRASMISSIONE

“È fondamentale evitare confusione e allarmismi. L’Hantavirus delle Ande resta un virus raro e molto diverso dal Covid-19. Non siamo davanti a una nuova pandemia mondiale”, dichiara il Prof. Foad Aodi.

“L’OMS stessa ha chiarito che il rischio globale resta basso e che il focolaio della MV Hondius dovrebbe rimanere limitato se verranno applicate correttamente le misure sanitarie internazionali”, aggiunge Aodi.

“Il Norovirus invece è oggi il vero spauracchio delle navi da crociera perché è estremamente contagioso, resistente ai comuni detergenti e capace di diffondersi rapidamente in ambienti chiusi e ad alta densità di persone”.

IL CEPPO ANDES E IL TIMORE DELLA TRASMISSIONE INTERUMANA

“Il ceppo Andes resta quello che preoccupa maggiormente la comunità scientifica perché è l’unico Hantavirus ad avere mostrato, in casi limitati e documentati, una possibile trasmissione da uomo a uomo”, spiega il Prof. Foad Aodi.

“Parliamo comunque di situazioni rare, legate soprattutto a contatti molto stretti, prolungati e in ambienti chiusi. È importante evitare allarmismi o paragoni impropri con il Covid-19. L’Hantavirus continua a essere una malattia rara, ma proprio per questo ogni caso sospetto va monitorato rapidamente attraverso sorveglianza sanitaria internazionale, isolamento prudenziale e tracciamento dei contatti”.

IDENTIFICATO IL POSSIBILE “PAZIENTE ZERO” DEL FOCOLAIO SULLA MV HONDIUS

Leo Schilperoord, ornitologo olandese di 70 anni originario di Haulerwijk, nei Paesi Bassi, sarebbe il possibile “paziente zero” del focolaio di Hantavirus sviluppatosi a bordo della nave da crociera MV Hondius. L’uomo è morto dopo essersi ammalato durante il viaggio compiuto insieme alla moglie Mirjam Schilperoord, 69 anni, deceduta pochi giorni dopo.

Secondo le prime ricostruzioni riportate dalla rete internazionale e dalle ricerche del Prof. Aodi, i due coniugi avrebbero contratto il virus durante una visita in una discarica a cielo aperto nei pressi di Ushuaia, in Argentina, dove si erano recati per osservare specie rare di uccelli. Gli esperti ipotizzano che abbiano inalato particelle contaminate dagli escrementi di roditori portatori del ceppo andino dell’Hantavirus.

La coppia aveva trascorso circa cinque mesi in Sud America prima di imbarcarsi sulla MV Hondius. Il ceppo “Andes” è considerato particolarmente raro e preoccupante perché, a differenza di altre varianti di Hantavirus, può trasmettersi anche da persona a persona.

Le autorità sanitarie internazionali stanno monitorando i contatti e i passeggeri della nave, mentre proseguono le verifiche epidemiologiche per ricostruire la catena dei contagi e accertare eventuali ulteriori esposizioni al virus.

IL NOROVIRUS: IL VIRUS PIÙ DIFFUSO SULLE NAVI DA CROCIERA

Secondo l’analisi elaborata dai movimenti e dalle associazioni, il Norovirus rappresenta oggi la causa più frequente di gastroenterite acuta nel mondo.

Le sue caratteristiche lo rendono particolarmente insidioso:

  • bastano meno di 18 particelle virali per il contagio;
  • il virus può sopravvivere per giorni sulle superfici;
  • vomito e diarrea diffondono miliardi di particelle virali;
  • non esiste immunità permanente perché i ceppi sono numerosi e mutano rapidamente.

“I sintomi più frequenti sono vomito improvviso, diarrea intensa, nausea, crampi intestinali, febbre lieve, dolori muscolari e forte rischio di disidratazione soprattutto negli anziani, nei bambini e nei pazienti fragili”, spiega il Prof. Aodi.

“Le navi da crociera rappresentano un ambiente ideale per la diffusione del Norovirus a causa dei buffet condivisi, degli spazi comuni, della vicinanza continua tra persone e dei ricambi elevati di passeggeri provenienti da Paesi differenti”.

LE NAVI DA CROCIERA SONO DIVENTATE UN LABORATORIO PERFETTO PER I VIRUS

I movimenti e le associazioni evidenziano come le grandi navi da crociera rappresentino oggi uno degli ambienti più favorevoli alla diffusione delle infezioni virali.

“Su una nave convivono per giorni o settimane migliaia di persone provenienti da continenti diversi, con buffet condivisi, spazi chiusi, aria condizionata, contatti ravvicinati continui e ricambio costante di passeggeri”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.

“Quando un virus entra in questi contesti può diffondersi molto rapidamente, soprattutto se associato a stanchezza fisica, disidratazione, alte temperature, alimentazione disordinata e abbassamento delle difese immunitarie”.

PERCHÉ OGGI I VIRUS SI DIFFONDONO PIÙ FACILMENTE?

Secondo il Prof. Foad Aodi, le cause dell’aumento delle infezioni virali negli ultimi anni sono molteplici e strettamente collegate ai cambiamenti globali.

“Non dobbiamo mai dimenticare il ruolo dell’ambiente, della crisi climatica, della siccità, dell’inquinamento dell’acqua e degli alimenti, della crescente trasmissione dei virus dagli animali all’uomo e dell’indebolimento progressivo del sistema immunitario”, sottolinea Aodi.

“Dopo la pandemia abbiamo assistito in molti Paesi occidentali a un incremento delle malattie infettive stagionali, gastrointestinali e respiratorie, favorito anche dall’aumento dei viaggi internazionali, dall’uso eccessivo di antibiotici, dalla sedentarietà, dalla cattiva alimentazione e dalla riduzione della prevenzione”.

DOPO LA PANDEMIA PIÙ INFEZIONI RESPIRATORIE E GASTROINTESTINALI: I NOSTRI DATI INTERNAZIONALI AGGIORNATI AL 31 MARZO 2026

Secondo l’analisi elaborata dai movimenti e dalle associazioni, sulla base dei dati OMS, ISS e sistemi internazionali di sorveglianza epidemiologica, dopo la pandemia si è registrato un aumento significativo delle infezioni respiratorie e gastrointestinali in numerosi Paesi occidentali tra Europa, Stati Uniti e Canada.

In Italia, secondo il sistema di sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità, nella stagione 2024-2025 le sindromi simil-influenzali hanno colpito il 27,7% della popolazione, contro il 25,3% della stagione precedente, per un totale di oltre 16 milioni di casi stimati.

Sempre secondo i dati epidemiologici europei, nella stagione influenzale 2025 l’attività virale è iniziata circa quattro settimane prima rispetto agli anni precedenti e almeno 27 Paesi europei su 38 hanno registrato una attività influenzale elevata o molto elevata.

I movimenti e le associazioni evidenziano inoltre che, secondo le valutazioni OMS Europa, i cambiamenti climatici e le nuove condizioni ambientali stanno aumentando l’impatto sanitario delle malattie infettive e respiratorie soprattutto tra anziani e soggetti fragili.

Il Rapporto OMS Europa 2024 segnala inoltre che la mortalità correlata all’aumento delle temperature nelle persone over 65 è cresciuta del 54% rispetto ai primi anni Duemila, mentre aumenta la pressione sui sistemi sanitari legata alle emergenze infettive e respiratorie.

“Dopo il Covid abbiamo assistito a un aumento delle infezioni respiratorie, gastrointestinali e virali stagionali favorito dall’indebolimento immunitario, dall’aumento dei viaggi internazionali, dalla pressione ambientale, dall’inquinamento dell’acqua e degli alimenti e dall’uso eccessivo di antibiotici”, dichiara il Prof. Foad Aodi.

“Nei Paesi occidentali cresce soprattutto il numero delle infezioni respiratorie e gastrointestinali, mentre nei Paesi tropicali e nelle aree più fragili aumentano le zoonosi e le malattie legate alla contaminazione ambientale. I virus oggi si trasmettono molto più rapidamente rispetto al passato perché viviamo in un mondo globalizzato, con mobilità continua e sistemi immunitari più vulnerabili”.

PROTOCOLLO DI PREVENZIONE E IGIENE

Le associazioni della rete internazionale ribadiscono che la prevenzione rappresenta oggi la principale forma di protezione sanitaria.

Le principali raccomandazioni sono:

  • lavare accuratamente le mani con acqua e sapone;
  • evitare alimenti crudi o poco controllati;
  • disinfettare le superfici con soluzioni a base di cloro;
  • isolare i soggetti sintomatici;
  • evitare il contatto con roditori o ambienti infestati;
  • non utilizzare scope o pulizie a secco in aree potenzialmente contaminate.

“L’inquinamento dell’acqua, la contaminazione degli alimenti e le cattive condizioni igieniche favoriscono oggi la diffusione di numerosi virus gastrointestinali e infezioni emergenti”, sottolinea il Prof. Foad Aodi.

“Per il Norovirus non bastano i comuni gel alcolici: servono acqua, sapone e disinfezioni corrette. Per l’Hantavirus invece bisogna evitare l’inalazione di polveri contaminate”.

IL MANIFESTO AMSI-UMEM-UNITI PER UNIRE CONTRO LE FUTURE PANDEMIE

Il Prof. Foad Aodi annuncia inoltre che AMSI, UMEM, AISCNEWS e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE stanno lavorando a un manifesto internazionale con dieci raccomandazioni operative per prevenire future emergenze sanitarie globali.

“Dobbiamo investire molto di più sulla prevenzione, sugli stili di vita sani, sulla qualità dell’alimentazione, sulla riduzione dell’uso improprio degli antibiotici e sull’educazione sanitaria internazionale”, conclude Aodi.

“È fondamentale ridurre l’uso improprio degli antibiotici, rafforzare il sistema immunitario attraverso alimentazione equilibrata, attività fisica, corretta idratazione e prevenzione sanitaria”.

“La prevenzione sanitaria internazionale deve diventare una priorità politica globale. Non possiamo affrontare le future emergenze con ritardi, disinformazione o sistemi sanitari impreparati”.

 

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