AgenPress. “I dati diffusi dall’Istat sul mercato del lavoro nel primo trimestre del 2026 fotografano segnali incoraggianti e una radicale inversione di tendenza rispetto al passato. Il numero degli occupati ha raggiunto quota 24 milioni e 207mila, con un incremento di 67mila unità rispetto al trimestre precedente e di 50mila su base annua. Positivo anche il calo della disoccupazione, scesa al 5,3%, e la diminuzione degli inattivi registrata ad aprile. Si tratta di risultati che testimoniano l’efficacia delle misure adottate dal Governo.
Occorre proseguire con determinazione su questa strada, puntando sul taglio del costo del lavoro, sul rafforzamento delle politiche attive e su una maggiore capacità di incrociare domanda e offerta. In questa direzione, sono importanti misure come le agevolazioni previste dal Piano Transizione 5.0, il potenziamento di uno strumento cruciale come la contrattazione collettiva attraverso la definizione del salario giusto e gli esoneri contributivi destinati a giovani, donne e lavoratori delle Aree della ZES unica per il Mezzogiorno.
È fondamentale investire nei settori strategici al centro delle transizioni digitale ed energetica, potenziando le competenze STEM e promuovendo percorsi di formazione continua e riqualificazione professionale in grado di accompagnare lavoratori e imprese nei profondi cambiamenti in atto. L’Italia dispone di tutte le potenzialità per consolidare questo percorso virtuoso. È necessario continuare a creare occupazione di qualità valorizzando il capitale umano e rafforzando la competitività del sistema produttivo”.
Lo ha dichiarato Paolo Capone, Segretario Generale dell’UGL, in merito ai dati Istat sull’occupazione nel primo trimestre del 2026. “Preoccupa, invece, la scelta della BCE di aumentare il costo del denaro, una decisione destinata ad avere ripercussioni sul potere d’acquisto di famiglie e lavoratori e che, come sostenuto dal Ministro Giorgetti, non rappresenta la strada giusta.
Alla luce delle attuali tensioni internazionali, appare sempre più evidente l’inadeguatezza di una Banca centrale europea che, diversamente dalle altre banche centrali, in base agli attuali Trattati è chiamata a perseguire principalmente la stabilità dei prezzi senza avere tra i propri obiettivi anche il sostegno alla piena
