L’Iran smentisce l’accordo con gli Stati Uniti: “False le notizie sulla firma a Ginevra”

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AgenPress. L’agenzia di stampa iraniana Fars ha definito false le notizie secondo cui Teheran sarebbe pronta a firmare un accordo con gli Stati Uniti domenica a Ginevra. La smentita arriva mentre si moltiplicano le indiscrezioni internazionali su un possibile memorandum d’intesa tra i due Paesi destinato a ridurre le tensioni nella regione del Golfo.

Secondo quanto riportato da Fars, che cita una fonte vicina al team negoziale iraniano, non esiste alcuna intesa definitiva pronta per essere sottoscritta in Svizzera. La stessa fonte ha precisato che le informazioni relative a una firma imminente sono prive di fondamento.

Negli ultimi giorni diverse indiscrezioni avevano alimentato le aspettative di un accordo tra Washington e Teheran, con alcune fonti occidentali che indicavano proprio Ginevra come possibile sede della firma già domenica. Le ipotesi riguardavano un’intesa volta a favorire una de-escalation del conflitto regionale, la riapertura dello Stretto di Hormuz e un alleggerimento delle sanzioni economiche contro l’Iran.

Tuttavia, le autorità iraniane hanno mantenuto una linea prudente. Anche il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha dichiarato che non è stata ancora presa alcuna decisione finale e che le speculazioni su tempi e luogo di una possibile firma sono premature. Secondo Teheran, una parte significativa dei negoziati è stata completata, ma restano ancora questioni fondamentali da risolvere.

La smentita di Fars evidenzia quindi la distanza tra l’ottimismo mostrato da alcune fonti americane e la cautela espressa dall’Iran. Mentre Washington continua a parlare di progressi sostanziali nei colloqui, Teheran insiste sul fatto che nessun testo definitivo sia stato approvato e che qualsiasi accordo dovrà rispettare le proprie linee rosse strategiche.

L’evoluzione dei negoziati resta al centro dell’attenzione internazionale, soprattutto per le possibili ripercussioni sulla sicurezza del Medio Oriente, sui mercati energetici e sulla navigazione nello Stretto di Hormuz, uno dei punti nevralgici del commercio mondiale di petrolio.

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