Scilipoti Isgrò: “Il cammino della maturità nella vita e nella politica: dalla sequela all’autenticità”

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AgenPress. «Il discepolato non è la meta finale dell’esistenza, bensì una fase del cammino della vita. La meta non consiste nell’essere discepolo, consiste nel non esserlo più, giungendo a determinarsi tramite la sola rettitudine della coscienza».

Lo afferma il Senatore Domenico Scilipoti Isgrò, richiamando il valore della responsabilità personale come fondamento anche dell’impegno pubblico.

«L’etimologia di discepolo rimanda al verbo latino discere, “imparare”. Per una fase della vita è naturale e doveroso imparare, ascoltare maestri, seguire esempi.  Ma la politica, come la vita, non può restare ferma alla sequela. Anche il concetto di sequela rimanda a “seguire”. Per un tratto si sta nel gregge e si segue il pastore. Poi però, se si vuole passare da gregari a egregi — cioè a coloro che escono dal gregge, ex grege — bisogna avere il coraggio di pensare con la propria testa».

Per il Senatore Scilipoti questo passaggio è decisivo anche per la classe dirigente: «La politica ha bisogno di uomini e donne che smettano di essere eterni discepoli di poteri, di correnti, di slogan.  Giunge il tempo di cessare di essere imitatori o seguaci, per diventare creativi. Lo scopo è fare qualcosa di proprio, di originale, di utile al Paese.  Come diceva Cartesio, si tratta di “costruire sopra un fondamento tutto mio”».

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«L’essere discepoli è solo uno strumento in funzione della vera meta: la maturità. Nella persona e nelle istituzioni. E la maturità si raggiunge quando non si ragiona più solo sul principio di autorità, ma sul principio di autenticità.  Autenticità viene dal greco authentikós, che rimanda ad authéntēs: colui che agisce da sé, l’autore diretto delle proprie scelte. Essere autentici significa quindi diventare artefici e responsabili del proprio pensiero, rimanendo fedeli alla propria coscienza, alla verità e al bene comune».

«Possiamo quindi dire che il vero maestro, in politica come nella vita, è colui che nei suoi allievi e collaboratori genera autenticità. Colui che li rende liberi, responsabili, se stessi. Solo così si costruiscono partiti, istituzioni e comunità solide, non greggi di consenso».

Conclude Scilipoti Isgrò: «Oggi l’Italia ha bisogno di meno esecutori e più pensatori. Di meno propaganda e più coscienza. La vera libertà politica nasce quando si ha il coraggio di uscire dal gregge per servire il Paese con autonomia e rettitudine».

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