Scilipoti Isgrò: “Senza immaginazione la politica è solo burocrazia del presente. L’immaginazione al potere per costruire il futuro”

- Advertisement -
- Advertisement -

AgenPress. “Giordano Bruno ci ha insegnato che solo chi sa immaginare l’infinito può liberarsi dalle catene del presente.
In un tempo in cui la politica rischia di ridursi a mera amministrazione dell’esistente, a contabilità e a sondaggio, desidero richiamare un principio fondamentale, troppo spesso dimenticato: l’importanza dell’immaginazione.

Un politico senza immaginazione è un burocrate del presente. Un politico con immaginazione è un costruttore di futuro. La celebre parola d’ordine “L’immaginazione al potere” non è uno slogan anarchico: è una necessità antropologica e politica.

1) La lezione di Giordano Bruno: l’immaginazione come organo della verità.
Giordano Bruno, grande e tormentato figlio del pensiero italiano ed europeo, ci ha insegnato che l’immaginazione non è fantasia evasiva, ma è una facoltà altissima dello spirito umano.
Per Bruno, l’immaginazione è il tramite tra la ragione e il divino, è la facoltà che permette all’uomo di concepire l’infinito dentro il finito. Scriveva che l’universo è infinito perché infinita è la potenza creatrice che lo genera.
È una lezione attualissima: solo un uomo capace di immaginare l’infinito può liberarsi dalle catene del pregiudizio, del dogmatismo e del quotidiano. Un politico che non sa immaginare è prigioniero dei numeri del giorno prima, dei recinti ideologici e delle paure del proprio elettorato. Un politico che sa immaginare, invece, vede oltre. Vede un Paese che non c’è ancora, ma che può esserci.

2) Il profilo cristologico: l’immaginazione è la forma più alta della Speranza.
Sul piano cristologico, l’immaginazione è una virtù teologale. Si chiama Speranza.
La Speranza cristiana non è ottimismo. L’ottimismo vede il bicchiere mezzo pieno. La Speranza cristiana immagina un bicchiere nuovo, immagina quell’acqua viva che Cristo promette. Dio stesso è il grande Immaginatore: “Ecco, io faccio nuove tutte le cose” (Ap 21,5).
Cristo non ha amministrato l’esistente. Ha immaginato il Regno. Ha immaginato un uomo nuovo. Ha immaginato che i peccatori potessero diventare santi e che gli ultimi potessero essere i primi. Senza questa immaginazione divina, che è amore creativo, il cristianesimo sarebbe rimasto una setta.
La politica di ispirazione cristiana non può che essere immaginazione al potere: capacità di immaginare una società più giusta, una famiglia più sostenuta, una comunità più fraterna e una pace più vera.

3) Il profilo politico-sociale: la crisi dell’Italia è una crisi di immaginazione.
Ed è qui il nodo politico e sociale più urgente.
La crisi che l’Italia vive non è soltanto economica, demografica o energetica. È, prima di tutto, una crisi di immaginazione. Abbiamo smesso di immaginare l’Italia tra vent’anni. Ci limitiamo a tamponare, a gestire, a sopravvivere.
Senza immaginazione non si affronta la denatalità: serve immaginare un nuovo patto generazionale.
Senza immaginazione non si affronta la povertà: serve immaginare un nuovo welfare che parta dalla persona e dalla famiglia.
Senza immaginazione non si affronta la questione giovanile: serve immaginare un futuro che non costringa i nostri figli a partire.

La Democrazia Cristiana, che stiamo ricostruendo con spirito federativo, e l’Unione Cristiana, che ho l’onore di presiedere, vogliono essere esattamente questo: il luogo in cui l’immaginazione torna al potere. Non come utopia astratta, ma come progetto concreto, radicato nei valori cristiani, nell’umanesimo integrale e nella dottrina sociale della Chiesa.
La burocrazia gestisce le mappe. La politica con immaginazione traccia nuove rotte.
È questo che l’Italia attende.

E’ quanto dichiara, in una nota, il Sen. Dott. Domenico Scilipoti Isgrò – Presidente Nazionale Unione Cristiana e Responsabile Nazionale dei Dipartimenti della Democrazia Cristiana

- Advertisement -

Potrebbe Interessarti

- Advertisement -

Ultime Notizie

- Advertisement -