Trump: “Il Premio Nobel a una persona mai sentita. Non avevo mai sentito il suo nome. Nessun presidente ha fatto quello che ho fatto io”

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Il presidente americano torna a rivendicare il riconoscimento e contesta la scelta del Comitato norvegese. «Ho risolto otto guerre, ci vorrebbe un Nobel per ognuna». Nel mirino anche la giurista sudafricana premiata per il suo impegno a favore della pace e del diritto internazionale.


AgenPress. Donald Trump torna all’attacco sul Premio Nobel per la Pace e punta il dito contro la Norvegia, dopo l’assegnazione del riconoscimento 2026 a Navanethem “Navi” Pillay, giurista sudafricana ed ex giudice della Corte penale internazionale. Il presidente degli Stati Uniti contesta la decisione del Comitato norvegese e rivendica i risultati della propria azione diplomatica, sostenendo di aver meritato il premio per il suo ruolo nella risoluzione di diversi conflitti.

«Ho risolto otto guerre e ci vorrebbe un Nobel per ognuna. Non dimenticheremo il rifiuto della Norvegia di conferire il Nobel agli Stati Uniti», ha dichiarato Trump, tornando su una questione che da tempo rappresenta uno dei temi ricorrenti delle sue esternazioni pubbliche.

Il presidente ha poi insistito sulla convinzione che il riconoscimento sarebbe dovuto andare a Washington e, in particolare, alla sua amministrazione. «Gli Stati Uniti, rappresentati da me, avrebbero dovuto ricevere il Nobel ma non lo hanno fatto. Questa è una macchia indelebile per la Norvegia. Non dimenticheremo, Norvegia», ha aggiunto, ribadendo il proprio disappunto per la decisione.

Le critiche di Trump non si sono limitate alla mancata assegnazione del premio. Il presidente americano ha contestato anche la scelta della vincitrice, mettendo in dubbio la notorietà della giurista sudafricana e attaccando duramente chi ha deciso di conferirle il riconoscimento.

«Il Nobel per la Pace è stato screditato per sempre da un pugno di ideologi radicali», ha affermato Trump. E, riferendosi a Pillay, ha aggiunto: «Hanno consegnato il Premio Nobel a una persona mai sentita. Non avevo mai sentito il suo nome. Nessun presidente ha fatto quello che ho fatto io».

Le dichiarazioni sono arrivate durante un comizio a Syracuse, nello Stato di New York, il 9 ottobre, nel quale il presidente ha dedicato parte del suo intervento alla mancata assegnazione del premio, tornando a rivendicare il proprio ruolo nelle iniziative diplomatiche internazionali.

Trump sostiene di aver contribuito a risolvere otto guerre, ma il numero e la portata dei conflitti che afferma di aver concluso sono oggetto di contestazioni. La sua rivendicazione si inserisce in una lunga serie di dichiarazioni con cui, negli ultimi anni, ha sostenuto di meritare il Nobel per la Pace.

La scelta del Comitato norvegese è ricaduta su Navanethem “Navi” Pillay, 85 anni, giurista sudafricana di origine tamil, conosciuta per il suo impegno nella difesa dei diritti umani e nella promozione della giustizia internazionale.

Nel corso della sua carriera, Pillay ha ricoperto incarichi di primo piano, tra cui quello di Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, ed è stata giudice della Corte penale internazionale e del Tribunale penale internazionale per il Ruanda.

Il Nobel le è stato assegnato per il suo impegno nella promozione della pace e del diritto internazionale, in un momento in cui, secondo le motivazioni del Comitato, le istituzioni internazionali e il sistema giuridico globale si trovano sottoposti a forti pressioni.

La giurista ha inoltre presieduto la Commissione d’inchiesta internazionale indipendente delle Nazioni Unite sui Territori palestinesi occupati, che nel 2025 ha concluso che Israele ha commesso un genocidio nella Striscia di Gaza. Israele ha respinto le conclusioni del rapporto.

Proprio il suo ruolo nelle indagini sui territori palestinesi e la sua esperienza nell’ambito della giustizia internazionale hanno contribuito ad alimentare le reazioni critiche da parte israeliana e statunitense alla decisione del Comitato.

L’attacco di Trump riporta al centro del dibattito il rapporto tra la Casa Bianca, le istituzioni internazionali e il sistema di tutela del diritto internazionale. Il presidente americano considera il Nobel un riconoscimento che avrebbe dovuto premiare la sua attività diplomatica, mentre il Comitato norvegese ha motivato la scelta di Pillay con il suo impegno per i diritti umani e per l’applicazione della legge internazionale.

Va inoltre precisato che, sebbene il premio venga annunciato in Norvegia e il governo norvegese ne celebri ufficialmente i vincitori, il Nobel per la Pace viene assegnato da un Comitato indipendente, distinto dal governo e dal Parlamento del Paese.

La polemica di Trump investe dunque direttamente la Norvegia sul piano politico, ma la decisione contestata è stata presa dal Comitato Nobel, sulla base delle proprie valutazioni.

Con le sue dichiarazioni, il presidente americano ha rilanciato una controversia che accompagna da tempo il suo rapporto con il prestigioso riconoscimento. La sua insistenza sul mancato premio e le critiche rivolte alla vincitrice confermano quanto la questione sia diventata un terreno di scontro politico, oltre che una discussione sul significato della pace, sul ruolo della diplomazia e sull’importanza delle istituzioni internazionali.

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