AgenPress. “L’aumento dei prezzi dell’energia è ora legato al forte incremento dei costi logistici e assicurativi per le navi. Si tratta di una questione di sicurezza, non di disponibilità dei volumi. I costi logistici sono aumentati sensibilmente, determinando un cambiamento della geografia energetica e degli equilibri di interesse.
Negli Stati Uniti, i consumi energetici sono cresciuti, soprattutto a causa dell’espansione dei data center e della IA. Ma sono anche un importante esportatore di energia, E devono continuare a garantirsi nuove fonti per sostenere il proprio sviluppo e pianificare le proprie strategie energetiche sul lungo periodo, con uno sguardo rivolto ai prossimi cinquant’anni: per questo hanno anche un crescente interesse per il Sudamerica.
Anche la Cina continua a crescere e ha un fabbisogno energetico sempre maggiore. Non è autosufficiente, sia per le dimensioni della sua popolazione sia per la rapidità del suo sviluppo. Più questa situazione si protrae, più aumenta il rischio che possa andare incontro a una crisi energetica. In questo contesto, l’Europa non può considerarsi semplicemente come una vittima.
L’Unione europea deve comprendere che la vera competizione globale si gioca sulla capacità di disporre o meno di energia, riconoscendo la questione energetica come una priorità strategica. È innanzitutto un problema di consapevolezza e di competenze. Le tecnologie non possono trasformarsi in un’ideologia”.
Lo ha detto Claudio Descalzi, Amministratore Delegato di Eni, intervenendo alla prima edizione del Forum Economico Moneta, dal titolo “Competere nel nuovo scenario globale”.
