Agenpress. Si è svolto ieri pomeriggio nella Sala degli Atti Parlamentari della Biblioteca del Senato “Giovanni Spadolini” il convegno “Sana e Salva – Quando lo Sport salva la vita”, promosso dal Senatore Marco Scurria con il patrocinio del Senato della Repubblica. L’evento ha rappresentato un momento di alto profilo istituzionale dedicato alla prevenzione della violenza di genere, mettendo al centro la tutela dei diritti delle donne e il benessere psicofisico.
Il convegno ha visto anche la presentazione del progetto “Sana e Salva – Quando lo Sport salva la vita”, che porta lo stesso nome dell’incontro istituzionale, nato per creare una rete nazionale di protezione e supporto alle donne. Istituzioni, associazioni e sportivi uniti per creare questa rete in tutta Italia, di protezione alle donne e promuovere lo sport come strumento di libertà e rinascita.
Il progetto è realizzato grazie alla partnership tra il Movimento Sportivo Popolare Italia e Salute Plus APS, ente del Terzo Settore che promuove la cultura della prevenzione socio-sanitaria e la tutela delle fasce più deboli; quest’ultimo fornirà servizi gratuiti di ascolto psicologico h24 e assistenza legale.
Il Movimento Sportivo Popolare Italia (MSP Italia) è un ente riconosciuto dal CONI e dal Ministero dell’Interno, attivo da oltre cinquant’anni nella diffusione dello sport come strumento di inclusione, educazione e salute sociale. MSP Italia conta oggi oltre un milione di tesserati e circa cinquemila associazioni affiliate in tutta Italia.
L’iniziativa mira a rafforzare il dialogo tra istituzioni, centri antiviolenza e associazioni sportive, utilizzando lo sport come strumento di libertà, dignità e rinascita. L’attività fisica diventa uno spazio di empowerment, dove imparare a rialzarsi, reagire e difendersi, contribuendo alla tutela della persona in ogni fase della vita.
Simbolo del progetto è l’Ombrello Rosa, che sarà distribuito in tutta Italia – nelle scuole, nelle palestre, nelle piazze, nei teatri e negli ospedali – come segno tangibile di protezione e vicinanza. Ogni ombrello riporterà i contatti SOS e il messaggio di MSP Italia – WMN 3.2 e Salute Plus APS: «Nessuna donna deve sentirsi sola, mai».
Ieri, prima del convegno, in Piazza della Minerva si è svolta una passeggiata simbolica alla quale hanno partecipato le istituzioni, i rappresentanti delle associazioni e molti altri, tutti con gli ombrelli rosa aperti: un gesto che ha inaugurato un percorso nazionale volto a offrire sostegno concreto alle donne e a diffondere la cultura della prevenzione e della solidarietà.
L’ombrello aperto diventa così un segno riconoscibile di protezione e vicinanza: uno scudo che ripara, un abbraccio simbolico e insieme un messaggio di libertà. Il colore rosa, tradizionalmente associato all’universo femminile, ne rafforza il valore identitario.
Durante l’incontro è stata anche presentata ufficialmente la Consulta Nazionale del Movimento Sportivo Popolare Italia (MSP Italia). La Consulta, presieduta dal Senatore Marco Scurria, ha l’obiettivo di elaborare linee guida e iniziative strategiche per rafforzare la promozione sportiva e sociale, traducendo i valori dello sport in azioni concrete a tutela della persona.
Ha aperto il convegno il Senatore Marco Scurria, Vice Capo Gruppo Fratelli d’Italia, Presidente della Consulta Nazionale MSP Italia, ed ha dichiarato: «Questa iniziativa dimostra come lo sport possa essere uno straordinario strumento di inclusione, coesione e crescita sociale. In un momento storico segnato da divisioni, vogliamo rilanciare i valori autentici dello sport: rispetto, solidarietà e partecipazione. Lo sport rappresenta un linguaggio universale capace di unire, superare le differenze e costruire relazioni positive.»
Dopo l’intervento del Senatore Scurria, hanno preso la parola i rappresentanti delle istituzioni, sottolineando la rilevanza sociale e politica del progetto:
Onorevole Fabio Rampelli, Vicepresidente della Camera dei Deputati: «Lo sport non è solo competizione, ma educazione al rispetto e alla responsabilità. Insegna ai giovani a mettersi in gioco, a migliorarsi, a confrontarsi lealmente con gli altri. Investire nello sport significa investire nella formazione delle nuove generazioni e nella qualità delle relazioni sociali. Iniziative come questa rappresentano un messaggio concreto di speranza e fiducia nel futuro.»
Senatore Lucio Malan, Capogruppo Fratelli d’Italia: «Lo sport è una straordinaria scuola di vita: insegna che nulla si ottiene senza sacrificio e che dalle sconfitte si può ripartire con determinazione. Rispetto di sé e degli altri, sono valori fondamentali che l’attività sportiva trasmette quotidianamente, soprattutto ai giovani.»
Senatrice Daniela Sbrollini, Segretaria della Presidenza del Senato e Presidente Italian Wellness Alliance:
«Questo progetto dimostra che lo sport non ha colore politico: è uno strumento trasversale per difendere la dignità della persona, prevenire violenza e discriminazione e creare reti di protezione sociale. Investire su bambini, ragazzi e donne significa educare al rispetto reciproco e offrire sostegno concreto a chi vive fragilità.»
Senatrice Elena Murelli: «Lo sport è essenziale per il benessere fisico, psicologico e sociale. Nelle scuole può diventare un presidio contro il disagio giovanile, insegnando a gestire lo stress, affrontare difficoltà e reagire alle sconfitte. È anche palestra di cittadinanza, promuovendo inclusione, rispetto delle regole e senso di comunità.»
Sono poi intervenuti i relatori a presentare il progetto:
Gian Francesco Lupattelli, Presidente Nazionale MSP Italia: «Sana e Salva non è soltanto una iniziativa di sensibilizzazione, ma un richiamo solenne alla responsabilità delle istituzioni nel garantire la piena tutela dei diritti e della dignità delle donne. Affrontare con determinazione il tema della violenza di genere significa rafforzare i valori fondanti della Repubblica: rispetto, libertà e giustizia. Su questo impegno le istituzioni sono chiamate a dare un segnale chiaro e unitario, affinché nessuna donna si senta sola e la libertà sia davvero un diritto garantito a tutte.»
Cristina De Simone, Responsabile del progetto: “Il progetto Sana e Salva quando lo sport salva la vita, vuole coniugare insieme sport, donne e istituzioni per creare una rete in cui la violenza di genere trovi una sua risposta che comprenda difesa, protezione, tutela e rinascita. Sarà compito della Consulta, attraverso le manifestazioni del Movimento Sportivo Popolare Italia, diffondere questo messaggio in maniera capillare, offrendo un contributo reale per far sì che nessuno si senta solo. Abbiamo infatti in programma, per il prossimo autunno, degli eventi sul territorio, affinché la pratica sportiva possa avvicinare chi si sente in pericolo e chi ha bisogno di aiuto.”
Barbara Eboli, Responsabile Crowdfunding del progetto e membro della Consulta Nazionale MSP Italia: «In un momento difficile della mia vita, un medico illuminato, il dottor Distani qui presente, mi consegnò una prescrizione insolita: nessun farmaco, solo un invito — “Ricomincia a fare sport”. È stata una delle terapie più efficaci che abbia mai seguito, perché lo sport non è soltanto attività fisica: è equilibrio, forza e ricostruzione. Per le donne che hanno subito violenza, può diventare uno spazio sicuro in cui ritrovare se stesse, recuperare fiducia e riscoprire la propria forza.»
Arianna Tarquini, Presidente Salute Plus APS: «Non solo sensibilizzazione, ma azioni concrete: offriamo supporto psicologico e legale gratuito alle donne vittime di violenza e promuoviamo lo sport come strumento di rinascita e autonomia. Fare rete è la chiave per trasformare l’impegno in risultati reali.»
Alessandra Caligaris, Segretario Nazionale MSP Italia: «Sana e Salva, quando lo sport salava la vita è un impegno concreto delle istituzioni e della società civile per affermare un principio fondamentale: ogni donna ha diritto alla salute, alla sicurezza e alla libertà di movimento. La maratona simbolica che ha attraversato il cuore di Roma e il successivo confronto presso la Biblioteca del Senato rappresentano un segnale chiaro: la prevenzione della violenza di genere è una responsabilità condivisa, che unisce sport, diritto, medicina e istituzioni. Non basta proteggere le donne quando il danno è già avvenuto. Dobbiamo costruire una cultura della prevenzione, del rispetto e della libertà. Essere qui oggi significa affermare che la tutela dei diritti delle donne non è un tema secondario, ma una priorità nazionale. E su questo, non arretreremo di un passo.»
Nel corso del convegno è stato anche approfondito il ruolo e il valore dello sport come strumento di prevenzione primaria della violenza e di supporto nei percorsi di cura post-trauma. Le evidenze scientifiche internazionali dimostrano che l’attività fisica regolare riduce ansia e depressione del 25–30%, rafforza resilienza, autostima e percezione di sicurezza personale — fattori protettivi fondamentali contro condizioni di vulnerabilità. Studi clinici indicano inoltre che l’esercizio fisico contribuisce a ridurre i sintomi da stress post-traumatico e a migliorare il recupero emotivo. Sul piano medico-preventivo, le donne fisicamente attive registrano una riduzione della mortalità complessiva tra il 20% e il 30% e un minor rischio di tumore al seno.
