AgenPress. A quasi vent’anni dal delitto di Garlasco, emergono nuovi elementi che potrebbero contribuire a riscrivere la dinamica dell’omicidio di Chiara Poggi.
Secondo la consulenza dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo, depositata alla Procura di Pavia, la giovane non fu sorpresa da un attacco fulmineo, ma tentò di difendersi con forza, ingaggiando una violenta colluttazione con il suo aggressore.
La relazione medico-legale evidenzia sul corpo della vittima numerosi segni compatibili con una difesa attiva: lividi, ecchimosi e abrasioni su braccia e gambe. Tracce che indicherebbero un tentativo prolungato di resistere all’aggressione.
Non si tratterebbe quindi di un omicidio improvviso, ma di un’azione sviluppata in più fasi, durante la quale Chiara avrebbe cercato di proteggersi e di opporsi all’assassino.
Secondo le indiscrezioni, la violenza si sarebbe consumata tra il piano terra e le scale della villetta di Garlasco, dove il corpo della giovane fu poi ritrovato.
La consulenza suggerisce uno scenario più articolato rispetto alle ricostruzioni precedenti. L’aggressore avrebbe colpito la vittima più volte, probabilmente utilizzando un oggetto contundente — forse un martello — mai ritrovato.
Inoltre, alcuni elementi indicano che l’assassino potrebbe essersi fermato durante l’azione, per poi riprendere l’aggressione, segno di una dinamica non immediata ma progressiva.
Tra gli aspetti più rilevanti della nuova analisi c’è anche il possibile collegamento con le tracce biologiche trovate sotto le unghie della vittima. La presenza di DNA potrebbe essere compatibile proprio con la colluttazione descritta nella consulenza.
Questo elemento si inserisce nel quadro delle indagini riaperte negli ultimi anni, che vedono al centro nuove verifiche su reperti e possibili responsabilità.
Il delitto, avvenuto il 13 agosto 2007 nella villetta di famiglia a Garlasco, ha segnato profondamente la cronaca italiana. Per l’omicidio è stato condannato in via definitiva a 16 anni l’ex fidanzato Alberto Stasi, ma il caso continua a far discutere tra nuove indagini e ipotesi alternative.
Le conclusioni della consulenza Cattaneo, ancora coperte in parte da segreto istruttorio, potrebbero rappresentare un passaggio cruciale per chiarire definitivamente la dinamica dell’omicidio.
