AgenPress. Nella Basilica di San Giovanni in Laterano, dove è custodita la “cattedra” del Papa, segno del suo essere “pastore”, il Vescovo di Roma ritrova i propri sacerdoti. Nel luogo dove i cristiani celebrarono per la prima volta liberamente l’Eucaristia, il Papa presiede la Messa in Coena Domini e lava i piedi proprio ai giovani preti che hanno deciso di seguire la chiamata di Dio.
Gesù purifica non solo la nostra immagine di Dio dalle idolatrie e dalle bestemmie che l’hanno sporcata, ma purifica la nostra immagine dell’uomo, che si ritiene potente quando domina, che vuole vincere uccidendo chi gli è uguale, che si ritiene grande quando viene temuto. Vero Dio e vero uomo, Cristo ci dà invece un esempio di dedizione, di servizio e di amore.
Gesù lava i piedi agli apostoli, chiedendo di fare lo stesso con gli altri, dando esempio. “Il gesto del Signore – spiega Leone – fa tutt’uno con la mensa alla quale ci ha invitato. È un esempio del sacramento: mentre ne conferma il senso, ci consegna un compito che vogliamo assumere come nutrimento per la nostra vita”.
Quel che il Signore ci fa vedere, prendendo l’acqua, il catino e il grembiule, è molto di più che un modello morale. Egli ci consegna infatti la sua stessa forma di vita: lavare i piedi è gesto che fa sintesi della rivelazione di Dio, segno esemplare del Verbo fatto carne, sua memoria inconfondibile.
Da servo, Gesù mostra la gloria del Padre e scardina “i criteri mondani che sporcano la nostra coscienza”.
Non comprendiamo invece che Dio ci serve davvero, sì, ma col gesto gratuito e umile di lavare i piedi: ecco l’onnipotenza di Dio. Così si compie la volontà di dedicare la vita a chi, senza questo dono, non può esistere. Il Signore sta in ginocchio per lavare l’uomo, per amore suo. E il dono divino ci trasforma.
L’esempio di Cristo serve ad imparare ad amare, sottolinea Papa Leone, “non perché ne siamo incapaci, ma proprio per educare noi stessi, gli uni gli altri, all’amore vero”. “Imparare ad agire come Gesù, Segno che Dio imprime nella storia del mondo, è – afferma – il compito di tutta una vita”. Il Pontefice invita a soffermarsi sul momento in cui avviene il gesto di lavare i piedi, non un momento felice, “ma nella notte in cui veniva tradito, nel buio dell’incomprensione e della violenza”.
Affinché sia ben chiaro che il Signore non ci ama perché siamo buoni e puri: ci ama, e perciò ci perdona e ci purifica. Il Signore non ci ama se ci facciamo lavare dalla sua misericordia: ci ama, e perciò ci lava, sicché possiamo corrispondere al suo amore.
