AgenPress. Momenti di forte tensione a Sofia, in Bulgaria, dove un gruppo di naziskin ha tentato di fare irruzione in un hotel che ospitava decine di giovani ebrei italiani, tra cui numerosi ragazzi appartenenti alla Comunità Ebraica di Roma. L’episodio, documentato da alcuni video diffusi sui social, ha suscitato una dura condanna da parte delle istituzioni italiane e della comunità ebraica.
Secondo le testimonianze, gli aggressori, vestiti con magliette nere e simboli riconducibili all’estrema destra, hanno urlato slogan nazisti, tra cui il tristemente noto “Sieg Heil”, tentando di forzare l’ingresso dell’albergo. La situazione ha generato paura tra i giovani presenti, mentre le forze dell’ordine sono intervenute per riportare la calma.
Il presidente della Comunità Ebraica di Roma, Victor Fadlun, ha denunciato con fermezza l’accaduto, definendolo un grave episodio di violenza antisemita. «I nostri figli non sono liberi di viaggiare in Europa senza essere esposti alla violenza e all’aggressione verbale degli antisemiti», ha dichiarato, chiedendo che venga fatta piena luce sull’accaduto e che siano individuati e perseguiti i responsabili.
Anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha espresso la propria condanna, ribadendo la necessità di contrastare ogni forma di odio. «L’antisemitismo è un germe che va combattuto con determinazione», ha affermato, sottolineando l’importanza di difendere i valori della democrazia, della libertà e della convivenza civile.
L’episodio riaccende l’attenzione sulla crescita di fenomeni di estremismo e antisemitismo in Europa, alimentando la preoccupazione per la sicurezza delle comunità ebraiche e dei giovani che partecipano a iniziative culturali e formative all’estero.
Le autorità bulgare sono chiamate ora a chiarire la dinamica dei fatti e ad accertare eventuali responsabilità, mentre dall’Italia arriva un appello affinché episodi di questo genere non restino impuniti e siano contrastati con fermezza a livello europeo.
