Faroni: “Italia leader della sanità nel Mediterraneo”

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Presentato al Senato il libro “Il Mediterraneo della Salute” ideato da Cristopher Faroni con il contributo di medici, manager e specialisti della sanità: una visione strategica per fare dell’Italia un hub sanitario di riferimento per Africa e Paesi arabi

Il Ministro della Salute Schillaci: “Un lavoro che offre uno sguardo ampio sul presente ma soprattutto sul futuro della salute nel Mediterraneo”


AgenPress. È stato presentato a Roma, nella Sala Zuccari del Senato della Repubblica, il volume “Il Mediterraneo della Salute”, opera ideata e scritta da Cristopher Faroni, presidente del Gruppo INI, con il contributo di luminari della medicina, professori universitari, manager e specialisti della sanità italiana (edizione Nuova Cultura).

Il libro nasce con l’obiettivo di delineare una strategia concreta e ambiziosa: fare dell’Italia un centro di riferimento sanitario per i pazienti del bacino Mediterraneo, dell’Africa e dei Paesi arabi, valorizzando le eccellenze del Servizio sanitario italiano e del comparto privato, al fine di attrarre pazienti internazionali e contribuire allo sviluppo del Paese.

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Cristopher Faroni, presidente del Gruppo INI

L’evento è stato aperto dai saluti del Ministro della Salute Orazio Schillaci che, in un video messaggio, ha ricordato come “la salute sia un pilastro sul quale si basano le democrazie”. “L’Italia – ha proseguito – come emerge anche da questo libro, può offrire un contributo autorevole. Occasioni come quelle di oggi sono veramente preziose e aiutano a integrare esperienze diverse”.

In uno scenario in cui salute e geopolitica sono sempre più intrecciate, “Il Mediterraneo della salute” si propone come una guida per costruire un autentico “ponte di cura” nel cuore del Mediterraneo, facendo leva su competenze mediche, alta formazione, innovazione tecnologica e progresso farmacologico.

Abbiamo storia, professionalità, alta formazione e possiamo contare sull’innovazione tecnologica e farmacologica. Non ci manca nulla per essere un polo attrattivo e competitivo a livello globale”, ha dichiarato Cristopher Faroni, che guida un Gruppo sanitario, il Gruppo INI, con 80 anni di storia, composto da 10 cliniche tra Lazio e Abruzzo per complessivi 1.200 posti letto. “Eppure, nel percepito internazionale, chi cerca cure d’eccellenza continua a guardare soprattutto ad altri Paesi, come Germania, Svezia, Svizzera, Austria e Stati Uniti. Da qui nasce l’esigenza di riflettere su come rendere l’Italia più riconoscibile e competitiva anche sul piano dell’attrattività sanitaria internazionale”.

Il volume muove da un dato significativo: l’Italia figura stabilmente ai primi posti nelle classifiche mondiali dei sistemi sanitari, ma non sempre riesce a trasformare questo patrimonio in una reale capacità di attrazione dall’estero. Per approfondire questa sfida, Faroni ha coinvolto nel progetto alcuni tra i più autorevoli professionisti del panorama sanitario nazionale, chiamati a raccontare il presente e il futuro della medicina nei rispettivi ambiti di specializzazione.

Tra i contributi presenti nel libro figurano quelli del Prof. Carlo Gaudio, primario di Cardiologia all’Università La Sapienza di Roma; del Prof. Aldo Morrone, dermatologo da anni impegnato anche in Africa; del Prof. Andrea Ferretti, direttore sanitario dell’Istituto di Medicina e Scienza dello Sport del Coni e medico vicino alla Nazionale italiana di calcio per 14 anni; del Prof. Stefano Ginanni Corradini, gastroenterologo della Sapienza, della dottoressa Maria Nicoletta Aliberti, neuropsichiatra infantile; e del professor Giulio Basoccu, specialista con oltre trent’anni di esperienza nella medicina estetica e ricostruttiva e molti altri.

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Al centro dell’analisi anche il tema del turismo sanitario, un settore considerato in forte crescita a livello globale. “Il Servizio sanitario nazionale cura gratuitamente tutti, indipendentemente dalla nazionalità e dalla provenienza, e il 40% di queste prestazioni è erogato dalla sanità privata”, ha sottolineato Faroni, affiancato nel progetto da Jessica Veronica Faroni, neurologa, che ha curato una sezione dedicata al management sanitario e alla governance clinica. “Accanto al SSN esistono però anche il sistema privato e quello assicurativo: è in questo ambito che l’Italia può intercettare la domanda internazionale di quella fascia di pazienti che si sposta per motivi di salute alla ricerca dell’eccellenza”.

Secondo il presidente del Gruppo INI, valorizzare il “made in Italy” della sanità significa strutturare un’offerta credibile e competitiva, capace di rispondere a una domanda già esistente e di generare nuove opportunità economiche per il Paese. Una visione che, viene sottolineato nel libro, non mette in contrapposizione pubblico e privato, ma punta piuttosto a una sanità moderna, integrata e capace di competere con i sistemi più avanzati a livello internazionale.

Il volume mette inoltre in evidenza alcune delle principali eccellenze sanitarie italiane, dalla chirurgia urologica all’ortopedia e traumatologia sportiva, dalla riabilitazione alla geriatria, dalla medicina estetica all’andrologia, fino alla tricologia. Ampio spazio è dedicato anche all’impatto dell’Intelligenza Artificiale, già oggi protagonista di una profonda trasformazione dei modelli organizzativi, diagnostici e terapeutici.

Vorrei che la sfida lanciata in questo libro fosse letta come un’opportunità di crescita e sviluppo, anche per contribuire anche a fermare la fuga dei cervelli all’estero. L’Italia ha tutte le carte in regola per essere il cuore dell’eccellenza sanitaria nel Mediterraneo”, ha concluso Faroni.

La presentazione ha visto la partecipazione del Sen. Marco Silvestroni, del Magnifico Rettore di Tor Vergata Nathan Levialdi Ghiron, del Prof. Massimo Miscusi, Direzione generale per le specializzazioni sanitarie, i dottorati di ricerca e altra formazione post-universitaria del Ministero dell’Università e della Ricerca.

 

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