Annalisa Corrado (eurodeputata): “A 16 anni abusata da un anziano sacerdote gesuita”

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AgenPress. L’eurodeputata Annalisa Corrado ha raccontato pubblicamente per la prima volta gli abusi subiti da adolescente all’interno del Movimento Eucaristico Giovanile. Lo ha fatto in una lunga intervista concessa a Fanpage.it, nella quale ha parlato di violenze psicologiche e sessuali subite quando aveva appena 16 anni da parte di un sacerdote gesuita molto più anziano, allora figura carismatica e guida spirituale del movimento.

L’eurodeputata  descrive anni di silenzio, paura e senso di colpa. Annalisa Corrado spiega di aver scelto a lungo di non denunciare formalmente il sacerdote, pur confidando quanto accaduto ad altri religiosi del movimento. “Volevo solo che non facesse male ad altre ragazze”, racconta nell’intervista, sottolineando come il timore che l’uomo potesse continuare ad abusare di minori l’abbia accompagnata per molti anni.

La vicenda si inserisce in un quadro più ampio emerso negli ultimi anni all’interno del Movimento Eucaristico Giovanile. Secondo quanto riportato da Annalisa Corrado, sarebbero almeno venti le donne che hanno raccontato episodi di abusi sessuali e manipolazione psicologica attribuiti allo stesso sacerdote. Inoltre, sarebbe emerso un diario personale nel quale il religioso avrebbe annotato decine di episodi di violenza compiuti nel corso della sua vita.

Annalisa Corrado ha spiegato di aver deciso di parlare oggi per rompere il silenzio e contribuire a dare voce ad altre vittime. “Le persone abusate devono sapere che non erano sbagliate e che non hanno fatto niente di male”, afferma nell’intervista, rilanciando il tema della responsabilità delle istituzioni religiose nella gestione dei casi di abuso.

Il racconto dell’eurodeputata riaccende il dibattito sugli abusi nella Chiesa cattolica e sulla necessità di percorsi di verità e trasparenza. Negli ultimi anni diversi scandali legati a sacerdoti accusati di violenze hanno scosso il mondo ecclesiastico, sia in Italia sia all’estero, portando molte vittime a trovare il coraggio di denunciare pubblicamente quanto subito.

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