UNICEF Italia, nuovo sondaggio su solitudine genitoriale: per il 79% delle donne e il 63% degli uomini la vita di un neogenitore in Italia non è facile

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AgenPress. A conclusione della Settimana Europea della Salute Mentale (4-8 maggio), l’UNICEF Italia lancia i risultati di un nuovo sondaggio realizzato da Youtrend su un campione di oltre 8.900 rispondenti, nell’ambito della pubblicazione “EPPUR SIAM SOLI – La salute mentale dei genitori nella prima infanzia: una questione di salute pubblica e di diritti di bambine e bambini” sul tema della solitudine genitoriale, scaricabile qui.

Secondo il sondaggio, essere genitori è stato più difficile del previsto per più della metà dei rispondenti, in particolare per il 72% delle donne e per il 56% degli uomini. La solitudine genitoriale è più comune tra le donne: il 65% delle rispondenti ha dichiarato di aver provato senso di solitudine o isolamento rispetto al 40% degli uomini; il 57% delle donne ha dichiarato di aver provato tristezza senza apparente motivo, il 20% fra gli uomini; il 57% delle donne ha provato la sensazione di non farcela, il 40% fra gli uomini; il 39% delle donne ha dichiarato di sentirsi spesso o quasi sempre in colpa, rispetto al 19% degli uomini; il 44% delle donne sente che la cura condivisa col partner sia poco o nulla, rispetto al 17% degli uomini.

“I dati che presentiamo oggi offrono un importante spunto di riflessione sulla percezione delle genitorialità. Secondo il sondaggio oltre il 60% dei futuri genitori hanno dichiarato di sentirsi molto o abbastanza preparati a diventare genitore, tuttavia, il 79% delle donne e il 63% degli uomini dichiarano che la vita di un neogenitore in Italia non è facile. Il sostegno alla genitorialità deve essere accessibile a tutte le famiglie.” – ha dichiarato Nicola Graziano, Presidente dell’UNICEF Italia. “Offrire supporto in modo universale significa riconoscere che la salute mentale dei genitori, la possibilità di non sentirsi sole e soli nel post‑parto e nei primi anni da genitore, la condivisione dei carichi di cura e l’accesso ai servizi educativi sono bisogni comuni, che attraversano l’esperienza genitoriale indipendentemente dallo status sociale o lavorativo”.

Alcuni dati del sondaggio:

In relazione alla gravidanza o al percorso di adozione: fra le donne oltre il 57% ha dichiarato di frequentare corsi di accompagnamento alla nascita/adozione, gli uomini sono il 49%. Fra le principali preoccupazioni prima della nascita o adozione: la salute del bambino (indicata dal 56% delle donne, dal 60% degli uomini); non essere all’altezza come genitore (55% donne, 52% uomini); l’impatto sulla vita di coppia (34% donne, 44% uomini); l’impatto sulla carriera lavorativa (33% donne, 16% uomini); non avere abbastanza aiuto da familiari o amici (31% donne, 21% uomini), difficoltà economiche (30% donne, 33% uomini).

Per quanto riguarda le percezioni dopo il parto o l’adozione: circa il 75% dei neogenitori hanno dichiarato di vivere in uno stato di stanchezza continua; il 60% delle donne il 58% degli uomini di provare o aver provato un senso di irritabilità o rabbia; il 51% delle donne e il 34% degli uomini Ansia o preoccupazione; il 18% delle donne e 13% degli uomini distacco emotivo dal bambino.

Alla domanda: ti capita di sentirti in colpa perché pensi di non essere un genitore abbastanza bravo? Il 47% (sia per gli uomini sia per le donne) ha dichiarato qualche volta, il 32% delle donne e il 17% degli uomini spesso, il 7% delle donne e il 2% degli uomini quasi sempre, solo il 12% delle donne e il 23% degli uomini raramente e il 2% delle donne e l’11% degli uomini mai.

Oltre l’85% delle neomamme e più del 60% dei neopapà si sono sentiti giudicati come genitore: dai suoceri il 47% delle donne e il 30% degli uomini; dalla società il 45% delle donne e 27% degli uomini; dai genitori il 37% delle donne e il 35% degli uomini; da genitori di altri bambini il 17% delle donne e il 19% degli uomini; da amici il 16% delle donne e il 15% degli uomini; da operatori sanitari (pediatra, ginecologo, ostetrica, ecc..) il 15% delle donne e l’8% degli uomini.

In relazione alla conciliazione fra lavoro e la cura del figlio/a: oltre il 74% delle donne afferma che è abbastanza o molto difficile, rispetto al 64% degli uomini.

Per stare meglio i genitori chiedono: congedi parentali più lunghi o meglio retribuiti (27% per le donne, 28% per gli uomini), maggiore flessibilità lavorativa – smart working, orari ridotti – (22% per le donne e 23% per gli uomini); più servizi per la prima infanzia accessibili e gratuiti – asili nido, consultori – (il 19% per le donne, 28% per gli uomini); cambiamento culturale con maggiore uguaglianza nei ruoli di coppia (12% per le donne, 7% per gli uomini); supporto psicologico gratuito per i neogenitori (il 9% per le donne, 6% per gli uomini).

La salute mentale dei genitori è una precondizione necessaria per lo sviluppo e il benessere psicosociale dell’infanzia. Diventare genitori può aumentare anche il senso di solitudine, si possono ridurre le occasioni di socialità, si modificano le relazioni esistenti, emergono sensazioni quali la percezione di fallimento individuale, inadeguatezza rispetto a modelli culturali irrealistici e la paura del giudizio, rendendo più difficile richiedere il supporto necessario. Inoltre, la solitudine dei genitori potrebbe trasformarsi in un disagio cronico, fattore di rischio per la salute mentale, in particolare per le famiglie che già vivono in condizioni di vulnerabilità.

Per questo, l’UNICEF Italia per supportare neogenitori e famiglie raccomanda di:

  • Riconoscere la salute mentale dei genitori come una questione di salute pubblica;
  • Garantire continuità assistenziale post-parto e integrare la salute mentale nei servizi territoriali;
  • Investire in congedi paterni e politiche family-friendly per contribuire al riequilibrio dei carichi di cura;
  • Rafforzare i servizi educativi pubblici per la prima infanzia e promuovere un accesso equo al nido.
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