Delitto di Garlasco, Marco Poggi: “Mai dubitato di Sempio, ma quell’impronta è uno shock. Stasi? Siamo convinti sia colpevole”

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AgenPress. «Siamo convinti che Alberto Stasi sia colpevole e convinti che le ultime sentenze a cui siamo arrivati nei processi rappresentino la verità». Con queste parole Marco Poggi, fratello di Chiara Poggi, torna a parlare del delitto di Garlasco e delle nuove indagini che hanno riportato al centro dell’attenzione il nome di Andrea Sempio.

Intervenendo anche a nome dei genitori, Marco Poggi ha ribadito la fiducia nell’esito dei processi che hanno portato alla condanna definitiva di Alberto Stasi per l’omicidio della sorella, avvenuto il 13 agosto 2007. Allo stesso tempo, ha ammesso il turbamento provocato dagli ultimi sviluppi investigativi.

«Non ho mai dubitato di Andrea Sempio», ha spiegato. «Per me è sempre stato un amico. Tuttavia, la notizia dell’impronta è stata uno shock». Un riferimento agli accertamenti che stanno alimentando un nuovo filone d’indagine e che hanno riacceso il dibattito su uno dei casi di cronaca nera più discussi degli ultimi decenni.

Marco Poggi ha inoltre raccontato il dolore provato nel vedere il proprio nome finire indirettamente nel vortice delle ipotesi investigative. «L’accusa di essere coinvolto mi ha ferito profondamente», ha detto, respingendo ogni ricostruzione che possa suggerire un suo ruolo nella vicenda.

Sul rapporto tra la sorella e gli amici, Poggi ha espresso una convinzione personale: «Se un mio amico avesse molestato Chiara, penso che lei me lo avrebbe detto». Una riflessione che nasce dalla conoscenza del carattere della sorella e dal legame molto stretto che li univa.

Marco Poggi ha poi smentito alcune ricostruzioni emerse negli anni riguardo presunti video intimi tra Chiara Poggi e Alberto Stasi. «Non li ho mai visti. Sapevo soltanto della loro presunta esistenza da una chat su Msn che avevo letto anni prima, ma non li ho mai visionati e non ne ho mai parlato con i miei amici o con altre persone», ha precisato.

«Si tratta di questioni private che riguardavano mia sorella e che non avrei mai diffuso», ha aggiunto, sottolineando come molte informazioni circolate nel tempo non corrispondano alla sua esperienza diretta.

A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il caso continua a suscitare attenzione e interrogativi. Per la famiglia, però, resta ferma la convinzione che la verità giudiziaria sia stata accertata con la condanna definitiva di Alberto Stasi. Le nuove indagini e gli elementi emersi negli ultimi mesi rappresentano una fonte di ulteriore sofferenza, ma non modificano, secondo Marco Poggi e i suoi genitori, quanto stabilito dai tribunali.

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