Infantino offende l’Italia: “Vediamo se si qualifica con 64 squadre o forse dovrò metterne 228”. Poi prova a smorzare la polemica

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AgenPress. Le parole di Gianni Infantino hanno acceso un acceso dibattito nel mondo del calcio italiano. Alla vigilia del Mondiale 2026, il presidente della FIFA ha ironizzato sulla clamorosa assenza degli Azzurri dalla competizione, la terza consecutiva, durante un’intervista rilasciata all’emittente brasiliana CazéTV.

Parlando della possibilità, già discussa all’interno della FIFA, di ampliare ulteriormente il numero delle nazionali partecipanti alla Coppa del Mondo, Infantino ha dichiarato: «Abbiamo discusso di una Coppa del Mondo a 64 squadre, con una maggiore partecipazione da tutto il mondo». Poi è arrivata la battuta destinata a far discutere: «Vediamo se l’Italia si qualifica con 64 squadre o forse dovrò metterne 228», ha detto chiudendo con una risata.

Una frase pronunciata in tono scherzoso, ma che in Italia è stata interpretata da molti come una frecciata fuori luogo nei confronti di una Nazionale che sta vivendo uno dei periodi più difficili della propria storia recente. La mancata qualificazione ai Mondiali di Stati Uniti, Canada e Messico rappresenta infatti l’ennesima ferita aperta per il calcio azzurro.

Le reazioni non si sono fatte attendere. Dagli ambienti federali fino alla politica sportiva italiana, in molti hanno giudicato infelice l’uscita del numero uno della FIFA, sottolineando come il ruolo istituzionale ricoperto da Infantino richieda maggiore equilibrio e rispetto nei confronti delle federazioni affiliate.

Di fronte alle polemiche, il presidente della FIFA ha poi fatto parzialmente un passo indietro attraverso un messaggio pubblicato su Instagram. Commentando l’incontro con Gianni Rivera allo stadio Azteca, teatro della storica semifinale Italia-Germania del 1970, Infantino ha ricordato la grande tradizione calcistica azzurra: «Quello del 1970 fu un torneo straordinario, proprio come lo sarà questo nel 2026, anche se senza i quattro volte campioni del mondo dell’Italia». Il presidente della FIFA ha quindi aggiunto un messaggio di fiducia per il futuro: «Gli Azzurri torneranno presto e non vedo l’ora di vederli nuovamente protagonisti alla qualificazione del centenario nel 2030».

Parole che hanno cercato di stemperare la polemica, senza però cancellare del tutto il malumore suscitato dalla battuta iniziale. Per molti tifosi italiani, infatti, il tema delle mancate qualificazioni ai Mondiali resta una ferita ancora troppo recente per diventare oggetto di scherzi, anche se pronunciati dal presidente della FIFA.

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