“Se le dichiarazioni del Segretario Generale corrispondessero al vero, saremmo di fronte a un fatto di estrema gravità istituzionale. Serve trasparenza immediata su autorizzazioni e perimetro d’uso delle basi”
Alla luce del botta e risposta odierno tra il Segretario Generale della NATO Mark Rutte e il Ministero della Difesa italiano, ritengo doveroso un intervento di chiarezza istituzionale.
Le dichiarazioni rilasciate dal Segretario Generale Rutte a Fox News, secondo cui “500 aerei statunitensi sono decollati dalle basi americane in Italia per supportare l’operazione Epic Fury”, e il successivo comunicato del Ministero della Difesa che smentisce, parlando di “messaggio totalmente fallace” e ribadendo che l’Italia ha autorizzato “esclusivamente attività tecniche e logistiche, non cinetiche”, pongono un problema di trasparenza che non può essere sottovalutato.
“Se ciò corrispondesse al vero – dichiara il Sen. Scilipoti Isgrò – le affermazioni del Segretario Generale della NATO sarebbero di estrema gravità. Significherebbe che l’Italia avrebbe consentito l’uso delle proprie basi per operazioni cinetiche senza che il Parlamento e i cittadini ne fossero informati, in potenziale contrasto con l’art. 11 e l’art. 78 della Costituzione. Viceversa, se la ricostruzione del Ministero della Difesa è corretta, allora il Segretario Generale ha fornito un dato erroneo su un tema delicatissimo per la sovranità nazionale”.
Avendo ricoperto il ruolo di Vice Presidente della Commissione Scienza e Tecnologie dell’Assemblea Parlamentare NATO conosco bene la differenza tra attività di supporto logistico e operazioni che comportano l’uso diretto della forza. È una distinzione giuridica e politica che non ammette ambiguità.
Per questo chiedo due cose con urgenza:
Al Segretario Generale Rutte: di fornire immediatamente i dati tecnici e le fonti da cui trae il numero di “500 aerei” partiti dall’Italia, specificando la tipologia di missioni. La NATO non può diffondere informazioni imprecise sul ruolo dei Paesi membri.
Al Governo e al Ministro Crosetto: di riferire con la massima trasparenza alle Camere, illustrando nel dettaglio quali tipologie di volo sono state autorizzate dalle basi italiane, con quali procedure e con quale perimetro interpretativo si distingue “cinetiche” da “non cinetiche”. I cittadini hanno diritto a sapere se l’Italia è coinvolta direttamente o indirettamente in un conflitto.
“L’Italia – conclude Scilipoti Isgrò – deve sempre agire nel pieno rispetto della Costituzione e dei trattati internazionali. La credibilità del Paese e la fiducia dei cittadini nella gestione delle basi alleate si fondano sulla chiarezza, non sulle contrapposizioni mediatiche. Il Parlamento deve essere messo subito in condizione di verificare e valutare”.
