Luciano Violante: “Bandiera e Inno sono due strumenti di identità”

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Il sostegno dell’ex Presidente della Camera al riconoscimento costituzionale del Canto degli Italiani: «È essenziale preservare e rafforzare quei simboli nei quali l’intera comunità nazionale possa riconoscersi, indipendentemente dalle appartenenze politiche»


AgenPress. Tra gli interventi più autorevoli del convegno svoltosi il 22 giugno nella Sala Koch del Senato della Repubblica, dedicato al riconoscimento costituzionale del Canto degli Italiani, particolare rilievo ha assunto quello del presidente emerito della Camera dei deputati Luciano Violante.

La sua riflessione ha rappresentato uno dei contributi più significativi del confronto istituzionale promosso attorno al disegno di legge costituzionale n. 1901, nato da un’iniziativa della Fondazione Insigniti OMRI e presentato dalla senatrice Susanna Donatella Campione.

Violante ha espresso un giudizio chiaramente favorevole all’inserimento dell’Inno nazionale nell’articolo 12 della Costituzione, escludendo che tale modifica possa essere considerata un appesantimento della Carta fondamentale.

«Non vedo alcuna ragione per opporsi a un’iniziativa di questo genere», ha osservato, sottolineando come il Canto degli Italiani rappresenti già oggi uno dei simboli identitari della Repubblica e come il suo riconoscimento costituzionale costituisca il naturale completamento del sistema dei simboli nazionali.
Particolarmente efficace il passaggio nel quale ha ricordato che «bandiera e Inno sono due strumenti di identità». Due simboli che accompagnano insieme la vita della Repubblica, dalle cerimonie istituzionali alle competizioni sportive internazionali, e che proprio per questo trovano naturale collocazione nello stesso articolo della Costituzione.

L’unica osservazione formulata dall’ex Presidente della Camera ha riguardato la tecnica legislativa. Più che sostituire l’articolo 12 della Costituzione, Violante ha suggerito di aggiungere un nuovo comma dopo quello dedicato al Tricolore. Una soluzione che, a suo giudizio, preserva integralmente il principio costituzionale già vigente e vi affianca il riconoscimento dell’Inno nazionale, evitando qualsiasi possibile equivoco interpretativo.
Nel suo intervento ha inoltre richiamato la particolare forza normativa dei Principi fondamentali della Costituzione, ricordando come la stessa Corte costituzionale abbia più volte ribadito la loro posizione centrale nell’ordinamento repubblicano. Proprio per questo, la formulazione della modifica costituzionale deve essere tecnicamente rigorosa, senza alterare il significato dell’attuale articolo 12.

Di particolare interesse anche la riflessione sul valore civile dei simboli della Repubblica. Secondo Violante, in una fase storica nella quale il confronto politico rischia spesso di essere percepito esclusivamente come competizione per il potere, è essenziale preservare e rafforzare quei simboli nei quali l’intera comunità nazionale possa riconoscersi, indipendentemente dalle appartenenze politiche.

Le parole di Luciano Violante assumono un significato che va oltre il contributo tecnico al dibattito parlamentare. Il sostegno espresso da un autorevole protagonista della vita costituzionale italiana, unitamente alla sottoscrizione del disegno di legge da parte di quasi tutti i gruppi parlamentari, conferma il carattere ampiamente unitario dell’iniziativa. Essa si inserisce in un percorso di attenzione istituzionale al tema del riconoscimento del Canto degli Italiani, maturato attraverso un confronto progressivo tra le diverse forze politiche.

Questa ampia e trasversale adesione al disegno di legge costituzionale è stata accolta con vivo apprezzamento dalla Fondazione Insigniti OMRI. Il presidente, prefetto Francesco Tagliente, sin dal 2024 aveva infatti richiamato l’attenzione sul tema attraverso specifiche lettere indirizzate a tutti i Presidenti dei Gruppi parlamentari della Camera dei deputati e del Senato, sia di maggioranza sia di opposizione, sollecitando un’iniziativa legislativa condivisa volta al riconoscimento costituzionale del Canto degli Italiani.

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