Caso Delmastro, Pirondini (M5S): “Il governo Meloni sta scudando un proprio amico di fronte a un’indagine per mafia”

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AgenPress. “In giunta per le autorizzazioni la maggioranza che sostiene il governo Meloni ha di fatto votato per impedire alla procura di Roma di acquisire le chat tra l’ex sottosegretario alla giustizia Andrea Delmastro e quel soggetto legato alla Camorra, con la cui figlia Delmastro aveva aperto una società per gestire un ristorante. Noi crediamo che sia una vergogna totale: tre giorni fa le stesse forze politiche erano a Palermo per la memoria di Falcone e Borsellino e ora gli stessi in Parlamento votano per impedire che la procura di Roma possa approfondire una vicenda legata a un clan mafioso. Ci sembra una cosa talmente grave che credo dovrebbe suscitare sdegno da parte di tutti i cittadini italiani per bene”.

Queste le parole di Luca Pirondini, senatore del Movimento 5 Stelle, su Radio Cusano, nel corso del programma “Battitori Liberi”, condotto da Gianluca Fabi e Savino Balzano.

“Se non hanno nulla da nascondere autorizzino la procura a guardare quelle chat, facciano sapere agli italiani cosa c’è in quella chat e la cosa finirà lì. Diversamente siamo autorizzati a credere e a ritenere che in quelle chat ci siano cose talmente indicibili per cui il governo si espone addirittura a una figura del genere. Ma la responsabilità oggi non è più di Delmastro, ma della Meloni e della maggioranza che la sostiene”, ha proseguito il senatore. “Non si può andare a commemorare Borsellino e poi impedire alla magistratura di indagare su un ex sottosegretario iscritto al tuo partito, e dunque che la procura possa indagare su di lui, a fronte di una richiesta della procura che evidentemente ritiene quelle chat rilevanti”.

“Giovedì prossimo la stessa votazione sarà fatta alla Camera. Noi abbiamo lanciato l’hashtag ‘fuori le chat’, da qua a giovedì chiederemo ogni giorno alla Presidente del Consiglio di chiedere ai suoi di cambiare il voto. Questa doppia votazione sia in commissione sia in aula la prevede il regolamento. Il relatore della relazione di maggioranza che chiedeva di non dare queste chat alla procura di Roma è peraltro un componente della commissione parlamentare antimafia, e che questo proponga di bloccare l’autorizzazione alla procura di Roma fa capire com’è oggi la commissione parlamentare antimafia del Parlamento”, ha concluso Pirondini. “La motivazione è una supercazzola, una serie di parole che non si possono comprendere, un cavillo tecnico ridicolo. Il problema è che il governo Meloni sta scudando un proprio amico di fronte a un’indagine per mafia e questo è un fatto di una gravità tale per cui oggi abbiamo bloccato i lavori in Senato, perché non possiamo votare provvedimenti normali quando avvengono cose così gravi”.

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