AgenPress. «Se sarà confermata l’ipotesi del gesto volontario, ci troveremmo di fronte all’ennesima tragedia che riporta al centro il tema del disagio psicologico tra gli appartenenti alle Forze di polizia, una delle principali cause di morte nel comparto. È un fenomeno che non può più essere sottovalutato e che richiede risposte concrete da parte delle istituzioni e delle Amministrazioni».
Lo afferma il segretario generale nazionale del SIAF, Eliseo Taverna, commentando la morte della giovane allieva ispettore della Guardia di Finanza deceduta nella notte scorsa, avvenuta all’interno della Scuola Ispettori dell’Aquila.
«A prescindere dalle cause, che saranno accertate dalla magistratura, la perdita di una giovane collega all’inizio del proprio percorso professionale impone una profonda riflessione. È necessario dotare il personale di strumenti di sostegno psicologico realmente efficaci e ripensare i modelli formativi attuali, sia possibile intercettare tempestivamente situazioni di sofferenza e prevenire tragedie come questa».
Taverna sottolinea inoltre la necessità di «un cambiamento culturale che tenga conto dell’evoluzione della società e delle nuove generazioni, valorizzando anche il ruolo delle famiglie e delle relazioni personali come elementi fondamentali per riconoscere eventuali segnali di disagio».
“Un’attenta riflessione, inoltre, va fatta sul ciclo e sul sistema formativo, poiché regole eccessivamente stringenti e rigide, che restringono eccessivamente anche la sfera personale, possono rivelarsi nefaste per la salvaguardia psicologica degli allievi.
Il SIAF esprime infine il proprio cordoglio e la vicinanza ai familiari della giovane allieva, ai colleghi e a tutta la Guardia di Finanza.
