Botticelle, vietarle non basta. Animal Equality: “Serve riconoscere i cavalli come animali d’affezione”

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AgenPress. In Italia le carrozze trainate dai cavalli continuano a causare la sofferenza di migliaia di equidi, spesso animali non più performanti provenienti dal settore delle corse ippiche e degli sport equestri. Secondo l’organizzazione Animal Equality, le ordinanze che vietano la circolazione delle carrozze nelle ore più calde, spesso disattese, non bastano a tutelare questi animali nelle città italiane. Per fermare davvero questa pratica, spiega Matteo Cupi, direttore esecutivo di Animal Equality Italia, è necessario riconoscerli come animali d’affezione.

L’attenzione al benessere dei cavalli, in questo ultimo anno, è cresciuta: basti pensare che proprio la scorsa settimana alla Camera dei Deputati è stata presentata una proposta di legge da PD, M5S e AVS che intende vietare la trazione ippica su tutto il territorio nazionale modificando il codice della strada. 

Come ogni anno – soprattutto nei mesi estivi – , cosiddette botticelle continuano ad esser causa di sofferenza per migliaia di animali costretti a lavorare per ore sotto il sole e sull’asfalto rovente: una pratica che, nonostante sia ormai incompatibile con la moderna concezione del benessere animale, continua a essere tramandata come simbolo della tradizione e promossa come elemento distintivo dell’offerta turistica. Le continue segnalazioni da parte dei cittadini, così come le immagini di animali che stramazzano al suolo, dimostrano il contrario.

A Palermo come a Roma, una delibera consiliare ha avviato l’iter di eliminazione delle carrozze trainate da cavalli, nonostante nella capitale siano ancora presenti vetturini che intendono portare avanti questa pratica, a fronte della mancanza di una legge nazionale che le vieti.

“Dietro alle botticelle, carrozzelle o che dir si voglia, si nasconde troppo spesso un vero e proprio circuito di rottamazione di equidi a fine carriera provenienti dall’ippica e dagli sport equestri: con tale prassi i proprietari non solo evitano di sostenere i costi necessari al mantenimento dei cavalli non più performanti, che dovrebbero al contrario ricevere cure veterinarie adeguate, ma riescono anche a guadagnare dalla loro vendita. È un meccanismo che prolunga lo sfruttamento fino all’estremo, trattando i cavalli come strumenti usa e getta e negando loro qualsiasi tutela e dignità” spiega Matteo Cupi, direttore esecutivo di Animal Equality Italia.

Oltre a essere costretti a trainare le carrozze sull’asfalto rovente, è stato più volte riscontrato che questi animali sono in molti casi detenuti in condizioni inadeguate per la loro salute ed etologia. Lo testimonia l’operazione condotta a Roma dal Nucleo investigativo per i reati in danno degli animali (Nirda), con l’ausilio dei veterinari dell’Asl e delle forze di polizia nel 2014 che ha portato alla luce una tratta occulta di cavalli tenuti completamente al buio all’interno di un deposito di botticelle a Testaccio, in condizioni igienico-sanitarie pessime.

Tra le irregolarità riscontrate sono state individuate anche gravi difformità sulla registrazione dei cavalli all’anagrafe equina: i documenti degli animali non erano in regola e due di loro erano privi del chip identificativo obbligatorio, che traccia la provenienza, i dati anagrafici e la proprietà del cavallo.

“La politica tutta, finora, ha sempre dichiarato di voler abolire le botticelle continuando a raccattare consensi su un fenomeno anacronistico, crudele e degradante per migliaia di animali che avrebbero invece diritto a cure e tutele. Ma una strada c’è: sostenere la proposta di legge di iniziativa popolare che abbiamo presentato insieme a Fondazione Islander chiedendo il riconoscimento dei cavalli come animali d’affezione”, dice Matteo Cupi, direttore esecutivo di Animal Equality Italia. “È proprio il riconoscimento degli equidi come animali d’affezione, l’unica via per estendere a questi animali una serie di garanzie ad oggi riservate esclusivamente ai cani, ai gatti e altri piccoli animali”. 

La proposta di Animal Equality si aggiunge a quelle già presentate in Parlamento, tra gli altri, dall’On. Susanna Cherchi (M5S), dall’On. Luana Zanella (AVS) e dall’On. Eleonora Evi (PD), attualmente in discussione alla Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati. Intanto, migliaia di cittadini e cittadine hanno già firmato a sostegno del riconoscimento degli equidi come animali d’affezione e del divieto della loro macellazione.

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