Sen. Scilipoti Isgrò: “Il vigneto biologico è fede, scienza e futuro. Appello alla politica: torniamo a custodire vita, terra e identità”

- Advertisement -
- Advertisement -

INTERVISTA ESCLUSIVA AGENPRESS A CURA DEL DIRETTORE AURELIO COPPETO


AgenPress. Senatore Scilipoti Isgrò, la troviamo qui tra i filari di Contrada Tucciarella, le mani tra i grappoli, in piena vendemmia. Perché ha scelto proprio questo luogo per la sua riflessioni?

Perché non c’è luogo più vero di una vigna a settembre. Qui tutto diventa chiaro. Da un acino piccolo, scuro, quasi invisibile, nasce il vino, nasce la festa, nasce ciò che sull’altare diventa Sangue di Cristo.
È la stessa logica che ho descritto. Nel concepimento, da due cellule microscopiche nasce un uomo con un cuore e un’anima. Nel cosmo, dal buio assoluto di un buco nero, da una singolarità infinitamente piccola, secondo Einstein, Hawking e Smolin, potrebbe nascere un nuovo universo. La vita non nasce mai da sola. Nasce sempre da un incontro che supera un limite, in un luogo oscuro e protetto che diventa grembo. L’utero materno, il cuore di un buco nero, la terra di questa vigna: tre grembi, stessa legge.

uva

Lei introduce un passaggio molto forte, quello cristologico.

È il cuore di tutto. Nella Bibbia la vite è citata più di 300 volte. Gesù non sceglie un simbolo a caso quando dice: “Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me porta molto frutto” (Gv 15,5).
La vite insegna tre verità che la politica ha dimenticato. Primo, che senza relazione non c’è fecondità. Un tralcio staccato è legno secco. Secondo, che il buio non è la fine: d’inverno la vite ferita dalla potatura sembra morta, eppure custodisce la linfa che a settembre esploderà in grappoli. È il mistero pasquale. Terzo, che il vino è alleanza. A Cana Gesù trasforma l’acqua in vino, e nell’Ultima Cena il vino diventa Sangue. Un vigneto abbandonato è una chiesa chiusa. Difendere la vigna è difendere la nostra identità cristiana e mediterranea.
Coppeto: Dal simbolo alla terra. Cosa significa fare biologico qui a Furnari?
Scilipoti Isgrò: Significa passare dallo sfruttare al custodire. È il comandamento della Genesi: “Dio pose l’uomo nel giardino perché lo coltivasse e lo custodisse” (Gen 2,15).
Noi qui non sterilizziamo il suolo con diserbanti. Lo nutriamo con sovescio di favino e trifoglio, con compost organico e inerbimento controllato. Facciamo rivivere il microbioma del suolo, le micorrize. Tuteliamo la biodiversità con siepi e insetti utili, usando rame e zolfo al minimo. La pianta, non essendo dopata, produce più anticorpi naturali: i polifenoli. E un suolo vivo esprime meglio il terroir di Furnari. Non facciamo un vino standardizzato, facciamo un vino identitario. Qui l’agricoltura diventa medicina.

Profilo medico: resveratrolo e salute.

Da medico devo essere rigoroso. L’uva a bacca rossa è ricca di resveratrolo, quercetina, antocianine. In laboratorio il resveratrolo ha mostrato di attivare le sirtuine, proteine della longevità, e di modulare stress ossidativo e infiammazione di basso grado.
Ma tre verità vanno dette: primo, la biodisponibilità nell’uomo è bassa, viene metabolizzato rapidamente. Secondo, non esistono studi clinici controllati che permettano di attribuirgli effetti terapeutici diretti. Terzo, il vino contiene alcol e non è un farmaco: l’eccesso è un fattore di rischio.
Il valore vero è di sistema: filiera pulita senza residui di sintesi, asse suolo-intestino e dieta mediterranea, con consumo moderato e consapevole durante il pasto. Per questo qui a Tucciarella vogliamo creare un laboratorio con le Università di Messina e Palermo. Per ogni scelta personale, raccomando sempre di consultare il proprio medico.

Il suo appello finale alla politica?

Alla politica dico: tornate a custodire i grembi.
Siamo dentro un buco nero demografico e agricolo. Senza natalità e senza agricoltori non c’è PIL, non c’è welfare, non c’è Italia.
Primo, rendete sostenibile la sostenibilità: incentivi veri al biologico, non burocrazia, credito agevolato e assicurazioni contro peronospora e gelate.
Secondo, investite in ricerca sui vitigni autoctoni e sui polifenoli.
Terzo, difendete il vino italiano in Europa. Diciamo no al Nutriscore punitivo che equipara il nostro vino a una bevanda gassata e no alle etichette allarmistiche ideologiche. Difendiamo le DOP, la tracciabilità e il modello di consumo culturale.
Qui capisci la legge: dal piccolo acino nasce un grande patrimonio, dal piccolo concepimento nasce un uomo, dal buio di un buco nero può nascere un universo. Solo l’amore che si dona genera futuro.
Sostenere il biologico significa sostenere il territorio. Difendere i nostri vini significa difendere la nostra identità. Proteggere gli agricoltori significa proteggere l’Italia.

- Advertisement -

Potrebbe Interessarti

- Advertisement -

Ultime Notizie

- Advertisement -