Assemblea ONU. Trump: “Devo decidere se annientare l’Iran o fare un accordo. E se li devo annientare, li annienterò rapidamente”

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AgenPress. Donald Trump rilancia la pressione sull’Iran dal palcoscenico delle Nazioni Unite e, nello stesso tempo, lascia aperta la porta alla diplomazia. Nel suo intervento all’Assemblea generale dell’Onu, il presidente americano ha detto di essere convinto che Teheran accetterà un accordo dopo le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, previste il prossimo 3 novembre.

«Sono convinto che faranno l’accordo dopo le elezioni», ha dichiarato Trump, riferendosi alla possibilità di un’intesa con l’Iran. Secondo il presidente americano, Teheran potrebbe essere in attesa di conoscere l’esito del voto prima di assumere decisioni definitive sul negoziato.

Il messaggio di Trump è arrivato insieme a una nuova, durissima minaccia militare. Il presidente ha ribadito che l’Iran «non avrà mai l’arma nucleare» e ha sostenuto che Washington mantiene aperte due strade: un accordo diplomatico oppure l’opzione militare.

«Devo decidere se annientare l’Iran o fare un accordo. E se li devo annientare, li annienterò rapidamente», ha affermato Trump.

Le parole pronunciate sulla questione nucleare hanno suscitato l’applauso dell’Assemblea generale. Il presidente americano ha presentato la propria linea come una scelta tra la possibilità di raggiungere un’intesa e la prosecuzione dello scontro.

Nonostante il linguaggio particolarmente duro, Trump ha quindi indicato nel negoziato la prospettiva che considera possibile. La previsione di un accordo dopo le elezioni di novembre rappresenta però, al momento, una valutazione del presidente americano e non l’annuncio di un’intesa già raggiunta.

La questione centrale rimane il programma nucleare iraniano. Washington e Israele sostengono che Teheran non debba arrivare alla capacità di produrre un’arma nucleare, mentre l’Iran ha continuato a negare di voler costruire una bomba atomica e sostiene che il proprio programma nucleare abbia finalità pacifiche.

Il confronto diplomatico si inserisce inoltre in un quadro regionale segnato dal conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran e dalle conseguenze sulle forniture energetiche e sull’economia internazionale. Secondo Reuters, Trump ha difeso davanti ai leader mondiali le azioni militari statunitensi e israeliane contro l’Iran, sostenendo che fossero necessarie per impedire a Teheran di sviluppare armi nucleari.

Il riferimento alle elezioni di metà mandato aggiunge una nuova dimensione politica alla prospettiva di un accordo. Il voto del 3 novembre rinnoverà una parte del Congresso americano e rappresenterà un passaggio importante per l’amministrazione Trump.

Nella lettura proposta dal presidente, Teheran potrebbe preferire attendere il risultato elettorale prima di impegnarsi in un’intesa con Washington. Non è tuttavia chiaro se e in quale misura le elezioni influenzeranno realmente le decisioni iraniane.

Per ora, dunque, la linea americana combina pressione militare e apertura negoziale: da una parte la promessa di impedire all’Iran di dotarsi dell’arma nucleare, dall’altra la previsione di Trump che un accordo possa essere raggiunto dopo il voto di novembre.

Il messaggio lanciato all’Onu è quindi netto: Washington mantiene sul tavolo sia la diplomazia sia l’opzione militare, mentre Trump scommette sulla possibilità che Teheran scelga il negoziato dopo le elezioni americane.

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