Gran Bretagna. Scandalo delle mastectomie. Almeno 20 casi di mastectomie ritenute non necessarie

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Dopo l’inchiesta della Bbc e le ammissioni del sistema sanitario britannico, il County Durham and Darlington NHS Foundation Trust estenderà progressivamente l’esame delle cartelle cliniche fino al 2015. Già individuati centinaia di casi di danno e almeno 20 mastectomie ritenute non necessarie.


AgenPress. Si allarga in Gran Bretagna il caso che ha investito i servizi di senologia del County Durham and Darlington NHS Foundation Trust, nel nord-est dell’Inghilterra. Il consiglio di amministrazione del Trust ha deciso di estendere la revisione dei trattamenti riservati alle pazienti affette da tumore al seno, procedendo a ritroso anno per anno fino al 2015. Se il percorso sarà completato, saranno esaminate circa 4.500 cartelle cliniche.

La decisione è arrivata il 24 settembre, al termine di una riunione straordinaria del Trust Board, dopo settimane di crescente pressione seguite a un’inchiesta della Bbc sui problemi riscontrati nel servizio di chirurgia senologica.

Il dato più grave emerso finora riguarda 20 donne sottoposte a mastectomia che, secondo la successiva revisione dei loro casi, non avrebbero avuto bisogno dell’asportazione della mammella. Le pazienti fanno parte di un gruppo più ampio nel quale il Trust ha riscontrato casi di danno associati alle cure ricevute.

Nella revisione già condotta, relativa principalmente ai trattamenti effettuati tra gennaio 2023 e febbraio 2025, erano state esaminate oltre 500 cartelle. Secondo i dati riferiti dalla Bbc, su 514 casi analizzati 315 pazienti risultavano aver subito un danno e 77 erano state classificate come vittime di un danno significativo. È stato inoltre identificato almeno un decesso.

Tra le criticità segnalate figurano anche diagnosi mancate o ritardate e casi nei quali il tumore sarebbe successivamente progredito.

La revisione non significa, tuttavia, che tutte le pazienti trattate dal servizio abbiano ricevuto cure inappropriate. Lo stesso Trust precisa che l’estensione dell’indagine non implica che vi sia stato un problema nel trattamento di ogni singola persona. Le pazienti interessate da ulteriori verifiche saranno contattate direttamente.

Il piano approvato prevede un procedimento graduale. Il Trust completerà innanzitutto le verifiche già in corso sui casi relativi al periodo 2023-2025. Successivamente procederà con i pazienti trattati nel 2022, quindi nel 2021 e così via, fino ad arrivare al 2015.

Dopo l’esame di ogni anno, i risultati saranno valutati prima di decidere se procedere con l’anno precedente. Fra gli elementi che saranno considerati ci sono il numero e la gravità delle criticità riscontrate, l’eventuale presenza di schemi ricorrenti, le segnalazioni dei pazienti e il parere di specialisti indipendenti.

La scelta arriva dopo che il Trust aveva inizialmente concentrato il proprio esame sugli anni più recenti. Secondo le stime riportate dalla stampa britannica, un’estensione completa fino al 2015 potrebbe richiedere circa cinque anni, a causa della quantità di documentazione da esaminare.

A portare alla luce la vicenda è stata un’inchiesta della Bbc, alla quale si sono rivolte diverse donne che avevano ricevuto cure presso il servizio di senologia del Trust.

Alcune hanno raccontato di essere state informate, anche a distanza di tempo dall’intervento, che avrebbero potuto essere trattate con procedure conservative invece della mastectomia.

Una delle pazienti citate dalla Bbc, Denise Howarth, aveva ricevuto una diagnosi di tumore nel 2023. Dopo una prima lumpectomia, era stata sottoposta a mastectomia. Successivamente il Trust le ha comunicato che avrebbe potuto essere presa in considerazione un’ulteriore chirurgia conservativa e che questa possibilità non le era stata prospettata.

Sono storie che hanno aperto una discussione più ampia sulla qualità delle decisioni cliniche, sull’informazione fornita alle pazienti e sul funzionamento dei meccanismi di controllo interni.

Uno degli aspetti evidenziati dalle verifiche riguarda il funzionamento dei multidisciplinary team, i gruppi nei quali i casi oncologici dovrebbero essere discussi collegialmente da chirurghi, radiologi, anatomopatologi e altri specialisti.

Secondo una precedente valutazione del Royal College of Surgeons citata dalla Bbc, vi erano elementi che indicavano una partecipazione insufficiente del servizio alle riunioni multidisciplinari e decisioni terapeutiche che potevano essere assunte sulla base del parere non adeguatamente discusso di singoli professionisti.

L’Association of Breast Surgery sottolinea che la sicurezza nella chirurgia oncologica della mammella si basa proprio su lavoro di squadra, revisione multidisciplinare, consenso informato, governance clinica e audit. La mastectomia può essere un trattamento appropriato per alcune pazienti, ma la scelta deve tenere conto delle circostanze individuali e delle alternative disponibili.

L’inchiesta giornalistica ha inoltre sollevato interrogativi sull’affidamento di alcune prestazioni a strutture private collegate al responsabile clinico del servizio, il chirurgo Amir Bhatti.

Secondo la Bbc, nell’arco di sei anni il Trust aveva versato quasi 6 milioni di sterline a cliniche diagnostiche e società chirurgiche private gestite da Bhatti. Una precedente revisione sulla governance aveva indicato che il sistema poteva creare un rischio per gli standard clinici legato agli incentivi finanziari.

Il Trust ha successivamente riconosciuto che vi era stato un conflitto di interessi che non era stato gestito adeguatamente e ha dichiarato di aver interrotto quell’organizzazione per i servizi di chirurgia senologica. Bhatti è stato inoltre sottoposto a restrizioni sull’attività clinica nell’ambito delle preoccupazioni sulla sicurezza dei pazienti.

Il Trust sostiene che il servizio attuale sia profondamente diverso da quello oggetto delle verifiche.

Sono stati introdotti nuovi chirurghi specialisti, una leadership clinica esterna, un maggiore coinvolgimento degli specialisti nelle decisioni multidisciplinari e un rafforzamento dei controlli sulla qualità. Il Trust riferisce inoltre di aver registrato una riduzione del ricorso alla mastectomia, un aumento delle ricostruzioni immediate e una diminuzione degli interventi ripetuti.

La stessa organizzazione ha espresso pubblicamente le proprie scuse alle pazienti e alle loro famiglie, riconoscendo che in passato avrebbe dovuto ascoltare con maggiore attenzione le segnalazioni, porre più domande e intervenire prima.

L’estensione della revisione rappresenta ora il nuovo capitolo di una vicenda che potrebbe richiedere anni per essere ricostruita completamente.

Il Trust ha chiarito che, man mano che saranno esaminati gli anni precedenti, le pazienti per le quali emergeranno elementi di preoccupazione saranno contattate direttamente e potranno ricevere ulteriori informazioni, assistenza clinica e supporto.

Resta inoltre aperta un’indagine delle autorità britanniche sulle segnalazioni ricevute dalle ex pazienti, con il coinvolgimento della polizia di Durham e della National Crime Agency, chiamate ad accertare anche l’eventuale presenza di reati.

Per le donne coinvolte, dunque, la revisione delle cartelle non rappresenta soltanto un esercizio amministrativo. Significa cercare di capire, caso per caso, se le decisioni prese nel momento più delicato della loro vita fossero appropriate, se fossero state illustrate tutte le alternative terapeutiche e se eventuali errori possano aver modificato il percorso di cura.

La risposta, per migliaia di cartelle, arriverà soltanto con l’esame sistematico della documentazione. E il percorso, come ha deciso il Trust, partirà dai casi più recenti per tornare indietro fino al 2015.

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