Alletto (MP): “Chi aggredisce i poliziotti commette un reato. Servono pene certe e strutture detentive adeguate”

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AgenPress. «Desidero esprimere, a nome del Movimento dei Poliziotti Democratici e Riformisti, la nostra più totale solidarietà a tutte le colleghe e a tutti i colleghi che ieri hanno operato con professionalità, senso del dovere e spirito di servizio per garantire la sicurezza dei cittadini e il regolare svolgimento delle manifestazioni», dichiara Antonio Alletto, segretario generale del Movimento.

«Siamo di fronte a episodi di violenza che non possono essere giustificati in alcun modo e che nulla hanno a che vedere con il legittimo diritto di manifestare. Chi si rende responsabile di aggressioni nei confronti di donne e uomini in divisa non esercita un diritto, ma commette un reato. La libertà di espressione e di manifestazione deve essere sempre rispettata, ma non può mai diventare un pretesto per mettere a rischio l’incolumità di chi è chiamato a garantire l’ordine pubblico.

Ai colleghi feriti, e in particolare a quelli coinvolti nei gravi episodi di Bologna e Milano, va il nostro abbraccio più sincero. Ma la solidarietà non può limitarsi alle parole: servono condizioni operative adeguate, strumenti efficaci e tutele concrete per chi ogni giorno affronta situazioni di rischio nell’adempimento del proprio dovere.

Occorre inoltre dare un segnale chiaro: chi aggredisce le Forze dell’Ordine deve essere perseguito e, quando ne ricorrono i presupposti di legge, condannato a pene effettive, senza che la certezza della pena resti soltanto uno slogan. Per gli stranieri extracomunitari condannati per gravi reati, compresi gli atti di terrorismo e le violenze commesse durante le manifestazioni, si applichino con rigore le norme vigenti in materia di espulsione,

Se le carceri sono insufficienti, lo Stato deve investire nell’ampliamento e nel potenziamento delle strutture detentive, garantendo condizioni di sicurezza adeguate e una gestione efficace dei detenuti. Anche la cooperazione con l’Albania, nel rispetto degli accordi e delle garanzie giuridiche applicabili, può essere valutata come parte di una strategia più ampia.

Non è accettabile che chi indossa una divisa per proteggere la collettività diventi bersaglio di aggressioni. Servono fatti, risorse e decisioni concrete, affinché chi garantisce la sicurezza dei cittadini possa svolgere il proprio lavoro con le necessarie tutele e chi viola la legge sia chiamato a risponderne», conclude il segretario generale del Movimento dei Poliziotti Democratici e Riformisti.

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