Orban candidato alla guida dell’Onu. Sul tavolo l’ipotesi di un sostegno congiunto di Usa, Russia e Cina

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Secondo il Wall Street Journal, gli Stati Uniti avrebbero sondato la disponibilità del leader ungherese a correre per la carica di segretario generale delle Nazioni Unite. Orban sarebbe aperto all’ipotesi, ma non intenderebbe scendere in campo senza concrete possibilità di successo


AgenPress. Viktor Orban potrebbe entrare nella corsa alla guida delle Nazioni Unite. È l’ipotesi riportata dal Wall Street Journal, secondo cui Washington avrebbe sondato la disponibilità dell’ex premier ungherese a candidarsi alla carica di segretario generale dell’Onu, valutando la possibilità di un sostegno congiunto da parte di Stati Uniti, Russia e Cina.

Uno scenario che, se confermato, avrebbe un peso significativo negli equilibri diplomatici internazionali. Il coinvolgimento delle tre principali potenze, spesso divise sui dossier più delicati della politica globale, rappresenterebbe infatti un elemento decisivo in una competizione nella quale il consenso dei membri permanenti del Consiglio di sicurezza riveste un ruolo centrale.

Secondo le indiscrezioni, Orban non avrebbe chiuso la porta alla possibilità di assumere la guida delle Nazioni Unite. La sua disponibilità, tuttavia, sarebbe subordinata a una condizione precisa: la presenza di concrete prospettive di successo.

Il leader ungherese, dunque, non intenderebbe partecipare alla competizione soltanto per misurare il proprio peso politico sulla scena internazionale. Prima di accettare un’eventuale candidatura, vorrebbe avere garanzie sufficienti sulla possibilità di raccogliere il sostegno necessario.

Resta da capire se il sondaggio attribuito a Washington si tradurrà in un’iniziativa diplomatica concreta e se Mosca e Pechino sarebbero effettivamente disposte a convergere sul suo nome. Al momento, sulla base delle informazioni riportate, non si può parlare di una candidatura formalizzata né di un accordo già raggiunto tra le tre capitali.

L’eventuale candidatura di Orban aprirebbe interrogativi sul futuro orientamento politico e diplomatico delle Nazioni Unite. Il rapporto del leader ungherese con Donald Trump e la sua linea spesso critica nei confronti di alcune scelte dell’Unione europea lo hanno reso una figura di rilievo nel panorama conservatore internazionale.

Allo stesso tempo, i suoi rapporti con la Russia e la sua posizione su diversi dossier internazionali potrebbero renderlo un interlocutore interessante per attori che, pur perseguendo interessi differenti, potrebbero trovare un punto di convergenza sulla scelta del prossimo segretario generale.

Un eventuale sostegno congiunto di Washington, Mosca e Pechino sarebbe comunque una prospettiva da verificare, non un’intesa acquisita. Le divergenze tra le tre potenze, soprattutto sui conflitti in corso e sull’ordine internazionale, rendono tutt’altro che scontata una convergenza politica di questa portata.

La scelta del segretario generale è uno dei passaggi più delicati della diplomazia multilaterale. In base alla Carta delle Nazioni Unite, il segretario generale viene nominato dall’Assemblea generale su raccomandazione del Consiglio di sicurezza. Il peso dei cinque membri permanenti — Stati Uniti, Russia, Cina, Francia e Regno Unito — rende indispensabile un complesso lavoro di negoziazione.

È proprio in questo quadro che l’ipotesi Orban acquisterebbe rilevanza: un candidato sostenuto da più grandi potenze potrebbe partire da una posizione favorevole, ma dovrebbe comunque affrontare il confronto diplomatico all’interno del Consiglio di sicurezza e ottenere il via libera dell’Assemblea generale.

Per ora, la partita resta sul terreno delle indiscrezioni. La disponibilità attribuita a Orban e il presunto sondaggio americano delineano uno scenario ancora tutto da verificare. La questione centrale sarà capire se esistano davvero le condizioni per trasformare l’ipotesi in una candidatura concreta e se un’intesa tra Stati Uniti, Russia e Cina possa superare le profonde divisioni che attraversano la politica internazionale.

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