Il movimento politico-culturale lancia la sua proposta economica: stop assistenzialismo e fuga dei giovani, servono fiscalità di vantaggio, investimenti infrastrutturali e sovranità sulle risorse del Territorio
AgenPress. Il Meridione d’Italia alza la testa e sceglie la via del protagonismo attivo, trasformando la propria identità culturale in un preciso programma economico di riscatto e sviluppo. Prende forza l’azione di Sudisti Italiani, il movimento politico e culturale nato per colmare il gap storico con il Nord e restituire centralità alle regioni meridionali.
Al centro del programma vi è la presa di coscienza che l’Unità d’Italia, pur sancita formalmente, nei fatti non ha mai garantito un’equa distribuzione di risorse e opportunità. Per decenni il Sud è stato relegato a mercato di sbocco o a serbatoio di forza lavoro qualificata per il Settentrione, penalizzato da un’assenza cronica di infrastrutture e da politiche di assistenza passive invece che propulsive.
Il Piano Economico: Risorse, Infrastrutture e Lavoro
«Non chiediamo assistenza né elemosina, ma strumenti concreti per produrre e competere ad armi pari» – dichiara Aurelio Coppeto fondatore del movimento Sudisti Italiani. «Il Sud possiede ricchezze enormi in termini di patrimonio agroalimentare, turismo, energia, posizione strategica nel Mediterraneo e capitale umano. Per sbloccare questo potenziale servono scelte economiche coraggiose e non più rinviabili».
Le linee d’azione economica prioritarie del movimento si articolano in tre pilastri fondamentali:
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Fiscalità di Vantaggio Sostanziale e Permanente: Per attrarre investimenti, valorizzare le imprese locali e permettere alle aziende meridionali di compensare il deficit infrastrutturale storico.
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Piano Straordinario di Infrastrutture e Logistica: Modernizzazione della rete ferroviaria, portuale e viaria per trasformare il Meridione nel principale hub logistico e commerciale del Mediterraneo.
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Tutela delle Risorse e Contrasto allo Spopolamento: Trattenere i giovani e le intelligenze sul territorio con incentivi mirati alla microimprenditorialità, tutelando al contempo le filiere produttive locali da speculazioni ed edulcorazioni storiche o commerciali.
«Mani che sanno produrre, mai più per elemosinare»
«È giunta l’ora che il Sud dimostri il proprio valore reale» – conclude la nota ufficiale del movimento, guidato dal motto “Sempre Uniti Dovunque”. «Basta con la politica delle promesse elettorali mai mantenute e con i fondi a pioggia che alimentano burocrazia o malaffare. Il Sud non deve essere più la terra di conquista di nessuno, ma “Terra Nostra”: un territorio fertile e consapevole, capace di generare ricchezza, lavoro e dignità per i propri figli».
Ufficio Stampa – Sudisti Italiani
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