Matteo Zoppas (ICE): “Export extra UE a +5,4%. a settembre e +5,8% nei nove mesi. Corrono Svizzera e Cina

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AgenPress. A settembre l’export italiano verso i mercati extra UE continua a crescere (+5,4%) rispetto allo stesso mese del 2025, rallentando rispetto ad agosto. Il dato di settembre porta l’export cumulato dei primi nove mesi dell’anno in corso a 243,4 miliardi, il 5,8% in più di quanto fatto negli stessi mesi del 2025.

La componente più dinamica dell’export di settembre è stata quella dell’energia (+80%), anche se le esportazioni sono in territorio positivo al netto di questa voce (+3,3%); il sostegno è venuto soprattutto dai beni intermedi (+20,3%), ma variazioni positive si sono avute anche per i beni di consumo durevoli (+4,0%) e non durevoli (+2,1%), negativa la componente dei beni strumentali (-8,7%).

Il dato complessivo va letto anche alla luce dell’effetto statistico legato al boom della cantieristica navale di settembre 2025: al netto di questa componente, la crescita tendenziale stimata da Istat per settembre sale al 9,6%. Questo elemento spiega il –6,6% registrato a settembre verso gli Stati Uniti verso i quali a settembre 2025 è stata destinata la grande nave.

Si confermano dinamici alcuni mercati che già nei mesi precedenti avevano sostenuto le esportazioni italiane: Svizzera (+38,1%), Cina (+31,4%), Turchia (+20,7%) e Paesi ASEAN (+16,1%). Positivi anche i risultati di India (+4,9%) e Mercosur (+9,6%), quest’ultimo in crescita più sostenuta rispetto all’America centro-meridionale nel suo complesso (+1,2%). Bene ancora l’Africa, con tassi di incremento dell’8,7%, sui quali pesa più che altrove l’effetto dei prezzi dei petroliferi raffinati.  Tornano a salire, seppure moderatamente, le esportazioni verso il Medio Oriente, dopo la nuova discesa di agosto.

Il dato dei primi nove mesi dell’anno restituisce un quadro positivo: l’export extra UE cresce complessivamente del 5,8% rispetto allo stesso periodo del 2025 e mantiene un incremento del 5,0% anche al netto dell’energia.

Nel complesso, il quadro resta positivo ma differenziato tra mercati e settori.

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