AgenPress. “In tutta Europa esiste la figura dell’avvocato dipendente, mentre in Italia abbiamo paura a dire che gli avvocati in regime di monocommittenza sono di fatto precari. Oggi nel mondo delle professioni servono più stabilità e diritti e dobbiamo ascoltare le istanze che vengono dal mondo del lavoro. Credo che sia compito della politica cogliere i cambiamenti del mercato e aggiornare le norme a sostegno della buona occupazione”, dichiara Chiara Gribaudo, Vicepresidente della XI Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, prima firmataria della proposta di legge che abolisce l’incompatibilità tra la professione di avvocato e il lavoro subordinato o parasubordinato.
“Insisto che non è un questione che riguarda solo la commissione Giustizia ma è un tema che riguarda, ancora una volta, la precarietà e il lavoro povero che danneggia la crescita del nostro paese”, ha aggiunto la deputata dem.
“Questa proposta legislativa interpreta ciò che accade in moltissimi studi legali italiani nei quali sono occultate gravissime forme di sfruttamento del lavoro di avvocate e di avvocati che di fatto vivono condizioni di lavoro peggiori di quelle riservate a dei normali impiegati, compresa l’assenza di contrattualizzazione e di una giusta retribuzione, e dall’altro hanno gli stessi oneri fiscali e previdenziali dei loro datori di lavoro”, dichiara Cosimo Matteucci, avvocato e presidente di MGA – sindacato nazionale forense. “Grazie alla CGIL e all’On. Chiara Gribaudo per la costante presenza sul fronte del lavoro professionale, a tutela soprattutto delle sue fasce più deboli, grazie per una proposta di legge che riconosce concreti diritti e garanzie a quelle lavoratrici e a quei lavoratori forensi che diritti e garanzie non hanno e che per questo speriamo possa trovare il più ampio sostegno parlamentare per la più rapida approvazione”, ha concluso.
“Esprimiamo soddisfazione per la ripresa del percorso parlamentare per riconoscimento della possibilità’ di svolgere la professione di avvocato come lavoratori e lavoratrici dipendenti. Come categoria ci attiveremo per ricomprendere nel CCNL, al giusto inquadramento contrattuale, la figura dell’avvocato dipendente”, dichiara Danilo Lelli di FILCAMS – CGIL nazionale, intervenendo in conferenza stampa.
“APIQA e la CGIL leggono con positività la ripresa del percorso parlamentare per l’abolizione dell’incompatibilità tra la professione di avvocato e lo svolgimento di lavoro dipendente o parasubordinato”, dichiarano Federica Cochi, Presidente APIQA e Maria Grazia Gabrielli, Segretaria CGIL nazionale. “Un tema che come Confederazione e Consulta delle professioni prima, abbiamo sollecitato da tempo, anche con la raccolta delle firme per una proposta di legge di cui ora riprende la discussione nelle aule istituzionali. Sono migliaia in Italia gli avvocati monocommittenti, cosiddetti ‘sans papier’, che esercitano la professione in un limbo che non li rende né liberi professionisti, né lavoratori subordinati: di fatto dipendenti degli studi professionali, con caratteristiche e doveri precipue del lavoro subordinato, ma senza gli stessi diritti; contemporaneamente senza la possibilità di beneficiare realmente dei vantaggi e delle libertà connesse alla condizione di libero professionista”, hanno concluso le rappresenti della categoria.
