Evasione. Renzi: no al tintinnio di manette. Il carcere c’è già, graduare l’errore e usare il buon senso

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Agenpress – No al “tintinnio di manette”, sì ad un sistema che come la patente a punti premi o penalizzi i cittadini, dice Matteo Renzi. “Ho dubbi  sull’utilizzo del decreto quale strumento di intervento sulle norme penali. Se il Quirinale riterrà di controfirmare il testo, andremo nel merito in Parlamento come prevede la Costituzione: in commissione Giustizia ci sono fior di garantisti, di tutti gli schieramenti. Facciamo lavorare le Camere e avremo una buona legge”.

“Il populismo – prosegue il leader di Italia viva – semplifica ogni concetto. Il carcere per gli evasori c’è già, previsto da anni. E anche la custodia cautelare per reati minimi. Qui hanno solo alzato le soglie. La vera sfida è rovesciare il ragionamento e introdurre un sistema premiale, una patente a punti fiscale. Se paghi e fai bene per anni, quando commetti un errore veniale, ti sanziono ‘togliendoti qualche punto’. Chi sbaglia paga. Ma bisogna anche graduare l’errore e usare il buon senso. Con noi gli incassi dalla lotta all’evasione sono aumentati in modo vertiginoso”.

“Quanto alle misure preventive e cautelari invito sempre alla prudenza: è di ieri la notizia che Mafia capitale perla Cassazione non è mai esistita. Eppure quanto ha influito quella indagine sulla vita del Paese? Abituiamoci ad aspettare le sentenze della Cassazione: lo prevede la Costituzione, facciamolo”.

“Conosco Bonafede da quando ci siamo sfidati nel 2009 per la carica di sindaco di Firenze. Già allora – ricorda l’ex premier – mi appariva per quello che è: una persona distante anni luce da me. Nel Paese del Beccaria la rivoluzione culturale non è godere se uno va in carcere ma far pagare le tasse a tutti. E per farlo servono le detrazioni, la fatturazione elettronica, lo scontrino digitale, la precompilata: il tintinnio di manette non serve, l’incrocio delle banche dati sì”.