Avviso garanzia a Conte-Ministri dopo denunce per Covid

CODACONS: PROCURA INDAGA A SEGUITO DI NOSTRI ESPOSTI IN CUI SI DENUNCIAVANO CONTE E GOVERNO PER OMISSIONI E RITARDI. ECCO COSA SCRIVEVA L’ASSOCIAZIONE NEGLI ESPOSTI CHE HANNO DATO IL VIA ALL’INDAGINE

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AgenPress. L’indagine della Procura di Roma nei confronti del Presidente del Consiglio Conte e di alcuni Ministri nasce da una serie di esposti presentati nei mesi scorsi dal Codacons, in cui si contestava l’operato del Governo sul fronte Covid e si denunciavano omissioni e ritardi specie in relazione alla mancata istituzione della zona rossa a Nembro e Alzano Lombardo.

Ne dà notizia la stessa associazione dei consumatori, che riporta integralmente alcuni passaggi delle denunce contro Conte e il Governo.

Lo scorso 9 aprile abbiamo presentato una denuncia contro il Governo in cui, sulla mancata istituzione della zona rossa a Nembro e Alzano Lombardo, il Codacons chiedeva alla Procura di “predisporre tutti i controlli necessari ad accertare eventuali responsabilità e fattispecie penalmente rilevanti e, in caso affermativo, di accertare l’autore e/o gli autori degli stessi e, conseguentemente, esperire nei loro confronti l’azione penale per tutti quei reati che riterranno ravvisabili, compreso quello di epidemia colposa e reati contro la salute pubblica previsti dagli art.. 438 e 452 del codice penale” – spiega il Codacons – In un altro esposto, invece, si chiedeva alla magistratura di verificare eventuali ritardi da parte della P.A. sul fronte delle misure anti-Covid, rilevando che “lo Stato Italiano, nonostante le notizie della diffusione del virus  e la dichiarazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità del  30 gennaio 2020 che aveva dichiarato l’emergenza internazionale di salute pubblica per il Coronavirus, si sarebbe attivato concretamente ed unicamente  solo in data 9 marzo 2020 dichiarando la quarantena per l’intero territorio nazionale”.

E sempre ad aprile, in un nuovo esposto presentato a 104 Procure di tutta Italia, il Codacons denunciava il Governo per i numerosi decessi registrati all’interno delle Rsa, chiedendo alla magistratura “di aprire indagini sul territorio e verificare eventuali carenze ed omissioni da parte della P.A. attraverso il sequestro di tutte le cartelle cliniche e le attestazioni dei deceduti nel nostro paese” e di verificare il “sussistere del nesso di causalità tra i decessi e le inadeguatezze del sistema sanitario nazionale laddove le Autorità competenti non si siano adoperate tempestivamente anche dotandosi dei mezzi adeguati per fronteggiare l’emergenza dettata dal Coronavirus”.

Ora tutti i cittadini che hanno subito danni a causa dei reati per cui indaga la Procura di Roma, potranno costituirsi essere parti offese e chiedere un risarcimento. In tal senso il Codacons sta preparando un apposito modulo che sarà pubblicato domani sul sito dell’associazione.