Mes. Visco, solo vantaggi. Da utilizzare per interventi in campo sanitario

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Il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco

AgenPress –  “Da un punto di vista economico” il Mes “ha solamente vantaggi: non si va sul mercato, è a lunga scadenza, a condizioni buone e la condizionalità è solamente spendere i soldi nel settore per il quale è stato disegnato questo fondo. Non vedo gravi problemi a usarlo: l’unico potrebbe essere quello dello stigma, ma quello stigma è legato a un cattivo utilizzo dei fondi o a una cattiva comunicazione”.

Così il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, nel suo intervento al Festival dell’Economia di Trento. Ma, aggiunge, “mi chiedo perché uno ha paura di mostrare che utilizza bene dei fondi, anzi se lo mostra ha maggiori facilità di raccolta sul mercato a condizioni migliori di quelle che ora, pur migliorate, non sono ancora vicine a Spagna e Portogallo”.

Il Mes “si può utilizzare per uno scopo specifico, interventi in campo sanitario, e senza condizionalità eccetto quella di dar conto che poi questi interventi ci sono effettivamente stati e hanno riguardato il settore sanitario. E’ – ha spiegato Visco – un prestito a condizioni migliori di quelle del mercato e per un periodo prolungato, cioè 10 anni che è un periodo lungo”.

“Per fare le operazioni di natura infrastrutturale oppure di assunzione di operatori sanitari e medici necessari e per rafforzare la sanità locale, i tre obiettivi che ci siamo dati in questa fase, è evidente che servono dei soldi. Si possono trovare sul mercato, costeranno un po’ di più ma si trovano sul mercato”.

Ma “se uno vuole liberare il nostro impegno sul mercato e utilizzare questi fondi, si può fare, non vedo un grave problema: l’unico potrebbe essere quello dello stigma, ma quello stigma è legato a un cattivo utilizzo dei fondi o a una cattiva comunicazione. Quindi questi sono i due elementi. Certamente c’è un problema se i Paesi che hanno impegni in campo sanitario non trovano un modo di utilizzare questi fondi e poi resta soltanto un paese a utilizzarlo. Per questo abbiamo necessità di discussione nell’ambito del Consiglio europeo, e i capi di Stato e di governo devono mettere in luce i modi migliori di far sì che chi utilizza questi fondi lo faccia senza subirne conseguenze”.