Covid, Sardone (Lega), da Ue risposta insufficiente a pandemia, impari da suoi errori

163

AgenPress. “L’Europa in questi anni non ha puntato sulla salute: dal 2011 al 2018 la Commissione europea ha chiesto per 63 volte agli Stati membri di tagliare le proprie spese sulla sanità. Le criticità di questa emergenza nascono da problemi creati dalla stessa Ue. La gestione della pandemia è stata finora confusionaria, poco coordinata, sempre in ritardo nelle decisioni da attuare. Basti pensare alla decisione del Consiglio dell’Ue a luglio di ridurre i fondi per il programma sulla sanità nel mezzo di una epidemia globale: un paradosso di cui molti dovrebbero vergognarsi.

L’Ue non può più destinare budget ridicoli rispetto alle sfide sanitarie che siamo costretti ad affrontare. La priorità oggi è salvare vite umane e tenere in piedi il sistema sanitario continentale. La proposta della Commissione dev’essere rafforzata per garantire il miglior programma possibile per la salute dei cittadini; deve aumentare sicurezza di produzione, approvvigionamento e distribuzione di farmaci e dispositivi medici, cose non avvenute finora. Allo stesso tempo bisogna sostenere la produzione europea perché oggi, più che mai, bisogna ridurre la dipendenza da paesi terzi per materie prime, farmaci, dispositivi medici.

E basta con i finanziamenti Ue al laboratorio di Wuhan. In tempi di crisi sanitarie, la gente si aspetta che l’Ue assuma un ruolo più attivo e serio: va cambiato molto per garantire una piena capacità di rispondere collettivamente alle emergenze. L’Europa dica stop a progetti costosissimi e irrealizzabili in campo ambientale, la salute dei cittadini non può più essere considerata un fastidio da non affrontare seriamente”.

Così Silvia Sardone, europarlamentare della Lega, coordinatrice ID in Commissione Envi, nel suo intervento durante la sessione plenaria del Parlamento Europeo.