De Palma (Nursing Up): «Mentre la crisi della sanità della Lombardia si aggrava, Bertolaso continua nel suo incomprensibile progetto Magellano”

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AgenPress. «Incomprensibile è per noi in questo momento la parola giusta. Cci riferiamo al graduale e inesorabile aggravarsi della crisi della nostra sanità pubblica, con particolare riferimento alla cronica carenza di personale e all’inefficacia di quelle politiche regionali, vedi appunto la Lombardia, che si ostinano, è il caso di dirlo, a cercare percorsi tortuosi, scorciatoie che non possono certo condurre a soluzioni a lungo termine, quelle di cui, invece, abbiamo inevitabilmente bisogno. Da una parte eccola la Regione con il più alto numero di professionisti dell’assistenza mancanti all’appello al pari della Campania.

Eccola la Lombardia, con la sua voragine, con la sua irrisolta voragine di 10mila infermieri che, oltre tutto, la recente indagine di Federconsumatori ci presenta come pericoloso fanalino di coda in Italia per i tempi di un esame o di una visita specialistica. Ebbene sì, qui è stato registrato il drammatico record accertato di 735 giorni per un ecodoppler cardiaco all’ospedale di Magenta. Oltre due anni! E allora mentre campanelli di allarme di questa portata dovrebbero spingere i Governi regionali, di concerto con quello nazionale, a rimboccarsi finalmente le maniche, ecco che, dall’altra parte, incredibilmente, si portano avanti progetti come il Magellano Student»

Così Antonio De Palma, Presidente nazionale del Nursing Up, commenta “l’iniziativa di portare in Italia altri 12 giovani professionisti sanitari provenienti dal Sudamerica per avviare, con loro, un tirocinio, a spese naturalmente della Regione. Rimarranno qui per un semestre di studio e, a quanto apprendiamo, dopo qualche settimana di corso in lingua italiana, cominceranno anche a lavorare, non sappiamo davvero a questo punto con quale incarico, ma immaginiamo supportati da un tutor, presso alcune Rsa lombarde”.

«L’obiettivo? Facciamo fatica a comprenderlo. Ce lo chiarisca proprio Bertolaso, se non quello di inserirli nei nostri ospedali. Siamo sbalorditi! La Lombardia rischia oggi di affondare a causa della carenza di professionisti, va incontro, nel pieno dell’estate, al rischio di chiusura o accorpamento di reparti, tagli di posti letto, ma soprattutto perde ogni anno 500 infermieri che fuggono dalle province di confine verso la ‘isola felice Svizzera», continua De Palma.

Qualcuno faccia allora capire una volta per tutte all’Assessore Bertolaso, alla luce di indagini dai contenuti negativi tanto evidenti, che la sanità lombarda è a rischio implosione giorno dopo giorno, con la sempre più precaria qualità delle prestazioni sanitarie offerte sul territorio», conclude De Palma.

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