Franco Mencarelli (OIBP) a “l’Italia che abiteremo by Remind: “Per costruire l’Italia che abiteremo serve una visione ampia, fondata sulle buone pratiche del passato”

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AgenPress. Si è conclusa il 9 luglio 2025 la giornata di approfondimento dell’iniziativa “L’Italia che abiteremo by Remind” presso Palazzo Inail a Roma,  un incontro che rappresenta un’importante occasione di confronto tra Rappresentanti del Governo, del Parlamento e delle Istituzioni insieme a Imprenditori, Manager e Professionisti con l’obbiettivo di individuare linee guida e buone pratiche per il benessere e la sicurezza di Famiglie e Imprese; ciò al fine di favorire il processo di trasformazione degli stili di vita nei luoghi, spazi, territori e città in cui le Persone vivono, operano e transitano.

«Gli italiani del futuro potrebbero essere semplicemente quelli di oggi, solo tra dieci anni. E allora è proprio da oggi che bisogna partire per costruire l’Italia che abiteranno». Lo ha affermato Franco Mencarelli, Presidente dell’Osservatorio Internazionale Buone Pratiche, intervenendo all’iniziativa.

Nel suo intervento, il Presidente dell’Osservatorio Internazionale Buone Pratiche ha richiamato la necessità di riflettere su come il presente – e soprattutto il quadro ordinamentale e costituzionale – condizioni il futuro abitativo del Paese. «Ogni regola che disciplina l’azione dei singoli e dei poteri pubblici – Stato, Regioni, Unione Europea – incide direttamente sulla qualità degli spazi che abiteremo», ha sottolineato.

Tuttavia, secondo Mencarelli, l’errore più diffuso nel dibattito sull’abitare è quello di trascurare un fatto essenziale: «L’Italia è il frutto di secoli di buone pratiche. Un territorio modellato da coltivazioni, borghi e città costruiti con intelligenza, arte e armonia, che tutto il mondo ci invidia». Un patrimonio che affonda le sue radici in una cultura del fare diffusa e profonda: «Nel Rinascimento, ad esempio, si contavano circa settemila botteghe artistiche tra pittori e scultori», ha ricordato.

Oggi, però, questo modello sembra oscurato da un “nuovo mondo” fatto di innovazione tecnica, materiali digitali e intelligenza artificiale. «Eppure – ha osservato – quell’Italia esiste ancora, e i suoi tratti sono tuttora riconoscibili. La sfida è fare in modo che l’abitare del futuro non si allontani da quella qualità».

L’Italia che abiteremo è organizzata e promossa da Remind, associazione delle buone pratiche dei settori produttivi della Nazione, e i contributi dei protagonisti dell’iniziativa andranno ad arricchire il “Libro bianco su Sicurezza, Sostenibilità, Innovazione e Investimenti” messo a disposizione dei Decisori per le linee strategiche e le politiche industriali per la crescita dello Stato.

Paolo Crisafi Presidente di Remind: “Abitare non significa solo risiedere in uno spazio, ma prenderne parte. È costruire senso nei luoghi, generare relazioni, custodire memoria e futuro. È un gesto culturale, economico e sociale che implica cura, visione e responsabilità.

Significa valorizzare il patrimonio urbano e rurale, trasformare gli spazi in ambienti sani, sicuri, sostenibili, accessibili e connessi ai bisogni delle famiglie, delle imprese e delle comunità. Con l’iniziativa L’Italia che abiteremo, vogliamo contribuire a delineare politiche pubbliche e strategie industriali che, partendo dalle buone pratiche dei settori produttivi, guidino la trasformazione dell’Italia rendendola sempre più capace di offrire benessere e sicurezza a tutti i cittadini.”

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