AgenPress. Giace bloccata da quasi un anno nei cassetti della Commissione Sanità di Regione Lombardia la proposta di legge di iniziativa popolare per vietare l’accattonaggio con animali su tutto il territorio regionale. Depositata a luglio del 2025 da Carolina Sala, Presidente della Task Force Animalista e dagli altri rappresentanti, l’iniziativa ha superato ampiamente il quorum richiesto, raccogliendo oltre 6.000 firme certificate, accompagnate una per una dai relativi certificati di iscrizione alle liste elettorali. Un lavoro titanico, trasversale e interamente su base volontaria, che oggi rischia di essere vanificato dall’inerzia politica.
Un paradosso istituzionale
“L’Amministrazione regionale ci ha imposto scadenze serratissime: avevamo a disposizione solo 6 mesi per completare una procedura burocratica complessa, che ha visto i nostri volontari e i volontari di altre associazioni che ci hanno supportato, impegnati nei banchetti raccolta firme di tutta la Lombardia e gli avvocati del Foro di Milano Massimiliano Salvatore Monacò, Marco Fulvio Starace, Tiziano Buzzolani e Carmelina Lanzara che, in presenza e pro bono, hanno autenticato i fascicoli, coinvolgendo sindaci, assessori e consiglieri comunali di ogni schieramento politico e di tutti i Comuni Lombardi,” dichiara Carolina Sala. “Noi siamo impazziti per rispettare i tempi istituzionali a costo zero per la collettività. La Regione, di contro, dopo aver validato la PdL dagli uffici amministrativi e, successivamente, dall’Ufficio di Presidenza con il rilascio del DUP (Documento Unico di Presidenza), l’ha assegnata alla Commissione Sanità e poi pare l’abbia dimenticata in un cassetto. È passato quasi un anno e la proposta non è stata nemmeno calendarizzata per la discussione in Commissione Sanità. È una mancanza di rispetto totale nei confronti di tutti, proprio perché è una Proposta di Legge Popolare, quindi voluta dal popolo, dovrebbe avere la priorità. La Regione evidentemente non tiene nemmeno in considerazione l’attuale normativa nazionale sulla tutela animale, Costituzione compresa.”
La realtà del racket: altro che compagni di vita
La proposta di legge punta a eradicare una vera e propria rete criminale. Non si tratta di contrastare il legame affettivo tra un clochard e il proprio compagno a quattro zampe, ma di fermare un sistema di sfruttamento sistematico. Gli animali impiegati nelle strade delle città lombarde arrivano spesso stipati all’interno di camion provenienti dai paesi dell’Est Europa, privi di qualsiasi profilassi sanitaria o controllo veterinario. Vengono passati di mano in mano tra i componenti del racket, picchiati, sedati o tenuti per ore sotto il sole o al gelo al solo scopo di impietosire i passanti e massimizzare i guadagni della questua.
L’appello alle istituzioni
“Scrivo quotidianamente ai membri della Commissione, sia di destra che di sinistra, senza ricevere risposte concrete,” conclude la Presidente della Task Force Animalista. “La tutela degli esseri senzienti e la sicurezza sanitaria non hanno colore politico. Chiediamo l’immediata calendarizzazione della proposta di legge popolare. Ignorare questo testo significa voltare le spalle a oltre 6.000 elettori lombardi e farsi complici del racket che lucra sulla pelle degli animali vulnerabili.”
Nel frattempo, le emergenze continuano, spiega Sala e quotidianamente la Task Force Animalista riceve segnalazioni dai cittadini di cani costretti ore e ore ad elemosinare anche sotto il sole cuocente dei giorni scorsi, gli stessi cittadini che chiedono a cosa sia servita la loro firma, se tutto resta invariato e inascoltato.
