Tagliente: I Giochi del Mediterraneo non raccontano soltanto la sfida tra gli atleti. Raccontano anche la capacità dello sport di coinvolgere un territorio, creare partecipazione e mettere insieme persone, generazioni e talenti diversi intorno a un obiettivo comune
AgenPress. A Crispiano, Comune che dal 26 al 28 agosto ospiterà le gare di tiro con l’arco dei Giochi del Mediterraneo Taranto 2026, questa partecipazione ha il volto e i colori di 200 Uncinettine.
Mentre gli atleti saranno protagonisti sulla linea di tiro, loro hanno scelto un’altra forma di partecipazione: ago, filo, uncinetto, creatività e tanto lavoro per accogliere i Giochi e lasciare un segno nel proprio paese.
L’iniziativa nasce dalla sfida lanciata dal sindaco Luca Lopomo e ha portato alla realizzazione di una grande opera collettiva, composta da migliaia di elementi lavorati pazientemente all’uncinetto e poi assemblati in una composizione dedicata ai Giochi del Mediterraneo.
Per realizzarla sono stati utilizzati 270 gomitoli di lana, con i quali sono state realizzate 2.000 rose.
Un numero che racconta, meglio di molte parole, la dimensione di un lavoro fatto di pazienza, manualità, creatività e collaborazione.
L’opera è stata installata il 19 agosto, davanti alla struttura che ospiterà le competizioni. È un gesto che va oltre la bellezza dell’opera. Racconta una comunità che ha scelto di non essere soltanto spettatrice di un grande evento internazionale, ma di parteciparvi mettendo in campo le proprie capacità.
Non con un arco, ma con un uncinetto. Non sulla linea di tiro, ma attraverso un lavoro paziente e collettivo. Non per conquistare una medaglia, ma per lasciare un segno.
Ed è proprio qui che lo sport diventa un potente motore sociale. Ognuna delle 200 Uncinettine ha realizzato il proprio contributo. Poi quei contributi sono stati messi insieme e sono diventati qualcosa di molto più grande della somma delle singole parti.
È una dinamica che richiama, in modo sorprendente, la stessa logica dello sport: talenti diversi, persone diverse, generazioni diverse che collaborano per raggiungere un risultato comune.
In questo senso, le Uncinettine rappresentano anche una delle eredità più preziose che un grande evento può lasciare: la partecipazione della comunità.
Perché il successo di una manifestazione come i Giochi del Mediterraneo non si misura soltanto attraverso le medaglie, i risultati sportivi o il numero degli spettatori. Si misura anche attraverso ciò che riesce a generare nei territori che la ospitano: relazioni, entusiasmo, senso di appartenenza e nuove occasioni di incontro.
A Crispiano questo coinvolgimento ha preso la forma di 2.000 rose realizzate con 270 gomitoli di lana e con il lavoro paziente di 200 donne.
I Giochi del Mediterraneo, giunti alla loro ventesima edizione, prenderanno ufficialmente il via domani, 21 agosto, con la cerimonia inaugurale allo Stadio Erasmo Iacovone di Taranto. La manifestazione proseguirà fino al 3 settembre e coinvolgerà numerosi Comuni pugliesi, trasformando la Puglia in un grande palcoscenico dello sport mediterraneo.
Crispiano sarà uno di questi luoghi. Qui, dal 26 al 28 agosto, gli atleti provenienti dai Paesi del Mediterraneo si contenderanno le medaglie del tiro con l’arco.
Ma intorno a loro ci sarà anche una comunità che ha scelto di fare la propria parte. E in questa storia meritano un riconoscimento particolare anche le coordinatrici del gruppo delle Uncinettine, protagoniste silenziose di un lavoro che ha richiesto organizzazione, continuità e capacità di coinvolgere tante persone.
Dare loro un nome significa riconoscere che dietro ogni grande opera collettiva ci sono persone che lavorano spesso lontano dai riflettori e che hanno il merito di tenere insieme energie, disponibilità e competenze.
Le 200 Uncinettine dimostrano così che un grande evento sportivo può entrare nella vita quotidiana di un paese e coinvolgere anche chi non salirà mai su un podio.
Perché lo sport non appartiene soltanto agli atleti e non parla soltanto ai giovani. È un linguaggio capace di unire generazioni, creare relazioni, costruire appartenenza e mettere in movimento una comunità.
A Crispiano, 200 donne hanno trasformato 270 gomitoli di lana in 2.000 rose, e quelle rose in un’opera collettiva dedicata ai Giochi del Mediterraneo. Un piccolo grande esempio di come un evento internazionale possa diventare, anche attraverso gesti semplici e silenziosi, una storia vissuta dalla comunità.
Perché partecipare a un grande evento non significa soltanto assistere. Significa sentirsi parte della storia che quel territorio sta vivendo.”
Lo scrive il prefetto Francesco Tagliente sulla pagina Facebook.
