Presentato a Villa Falconieri il dossier di candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2029

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AgenPress. Diciassette Comuni, oltre 350 mila abitanti e un territorio che sceglie di presentarsi unito, mettendo in relazione la propria storia con le sfide del presente e le opportunità del futuro. È questo il cuore di “Castelli Romani | Castelli Domani”, il dossier di candidatura dei Castelli Romani a Capitale Italiana della Cultura 2029, presentato questa mattina nella cornice di Villa Falconieri a Frascati.

Il Consorzio Sistema Castelli Romani si è fatto promotore della candidatura per conto dell’intero territorio in quanto realtà intercomunale già strutturata, nata dalla scelta di diciassette Comuni di lavorare insieme.

Un progetto che nasce da un territorio ricchissimo di identità differenti, ma capace di costruire negli anni strumenti, reti e progettualità condivise. La candidatura interpreta i Castelli Romani come una vera e propria “macchina del tempo”: un luogo nel quale rivivere il passato, abitare pienamente il presente e immaginare il futuro.

Ad aprire e accompagnare i lavori della mattinata in Consigliere di CdA del Consorzio Sistema Castelli Romani Massimiliano Tommasi, che ha introdotto e moderato i diversi momenti della presentazione. Dopo il saluto della Sindaca di Frascati Francesca Sbardella, sono intervenuti il Senatore Marco Silvestroni e Luigi Miraglia, Presidente dell’Accademia Vivarium Novum, che ha accolto l’iniziativa nella cornice di Villa Falconieri. A illustrare il percorso della candidatura sono stati quindi Giuseppe De Righi, Presidente del Consorzio Sistema Castelli Romani, e Giacomo Tortorici, Direttore del Consorzio, che ha accompagnato i presenti attraverso l’impianto, i contenuti e le progettualità del dossier “Castelli Romani | Castelli Domani”.

Questi alcuni punti dell’intervento di Tortorici: «Siamo l’unico ente “volontario” del territorio: diciassette Comuni che nessuno ha obbligato a “stare insieme” e che hanno scelto di costruire qualcosa di comune. È da qui che nasce la candidatura: non abbiamo dovuto inventare un progetto culturale da zero, ma fare sintesi di diciassette veri e propri “motori di cultura”. Il principio che ci guida è semplice: la tutela nasce dalla conoscenza, perché possiamo proteggere e valorizzare il nostro patrimonio solo conoscendone fino in fondo la ricchezza. Anche il logo e la copertina del dossier esprimono questa visione: sono stati realizzati dai Maestri Infioratori di Genzano, che per la prima volta hanno lavorato tutti insieme a un’unica opera, mettendo una tradizione profondamente cittadina al servizio di un’identità comune dei Castelli Romani».

Il confronto si è poi arricchito con gli interventi di Alessandra Zeppieri, Consigliera regionale del Lazio; Alberto Bertucci, Sindaco di Nemi; Fausto Giuliani, Sindaco di Colonna; Paolo Gasperini, Presidente del Consiglio comunale di Castel Gandolfo; Alessandro De Santis, Presidente del Consiglio comunale di Lanuvio; Sabrina Verri, Assessora alla Cultura del Comune di Lariano; Marco De Rossi, Assessore alla Cultura del Comune di Albano Laziale; Maria Cristina Vincenti, presidente dell’Archeoclub Aricino.Nemorense; Francesca Leuti, in rappresentanza dei Maestri Infioratori di Genzano di Roma; Roberto Alessandrini della Legio II Parthica Severiana; Alba Conti di Lanuvium Viaggi; e Matteo Martini, Presidente dell’Associazione Frascati Scienza.

Nel corso della mattinata Massimiliano Tommasi ha inoltre dato lettura dei messaggi di saluto e incoraggiamento di chi, per impegni sopraggiunti, non ha potuto prendere parte all’incontro: l’Assessore regionale alla Cultura Simona Baldassarre e il Vescovo di Albano, Mons. Vincenzo Viva.

Numerosa e qualificata anche la presenza delle istituzioni e del mondo della ricerca: hanno partecipato, tra gli altri, Francesco Montecuollo, Sindaco di Lariano; Emanuela Colella, Sindaca di Ciampino; Massimo Pulcini, Sindaco di Monte Porzio Catone; Claudio Fatelli, Sindaco di Rocca Priora; Anita Luciano, Assessora alle Associazioni del Comune di Ariccia; Arnaldo Melaranci, Consigliere delegato del Comune di Genzano di Roma; Marta Elisa Bevilacqua, Consigliera della Città metropolitana di Roma Capitale; Fabrizio Garzione, Responsabile della Gestione del Centro Ricerche ENEA di Frascati; e Paola Gianotti, Direttrice dell’INFN.

Presenti in sala anche numerosi stakeholder e operatori culturali del territorio, insieme a una delegazione dei bibliotecari del Sistema Castelli Romani e della Fondazione Cultura Castelli Romani, protagonisti da anni di un lavoro diffuso di promozione culturale, gestione delle biblioteche e costruzione di iniziative e progetti rivolti alle comunità.

La candidatura può contare su una governance territoriale già strutturata, che comprende il Consorzio Sistema Castelli Romani con i 17 Comuni soci, la Fondazione Cultura Castelli Romani e la DMO Castelli Romani e si avvale di un sistema informativo territoriale – il Castellinforma – che raccoglie e promuove ogni anno centinaia di appuntamenti culturali, sociali e turistici.

Al centro del progetto ci sono inoltre le biblioteche, concepite non soltanto come luoghi della lettura e della conoscenza, ma come infrastrutture culturali e sociali, laboratori di partecipazione e spazi nei quali le comunità possono incontrarsi, progettare e innovare. Un modello che punta a fare dei Castelli Romani il primo sistema territoriale nato dal basso, strutturato attorno alla rete delle biblioteche, chiamato a costruire e governare una Capitale Italiana della Cultura.

A sostenere il percorso è anche un Comitato d’onore che riunisce personalità del mondo della cultura, dell’arte, della letteratura, della scienza e dell’enogastronomia, tra cui il Premio Nobel Giorgio Parisi. Il progetto prevede inoltre la nascita di una vera e propria Casa della Capitale della Cultura, centro polifunzionale con auditorium accanto alla sede della biblioteca e del Sistema.

«Questa candidatura nasce dalla capacità dei nostri Comuni di riconoscersi come parte di un unico territorio e di trasformare questa appartenenza in una visione comune», ha commentato il Presidente del SCR, Giuseppe De Righi. «Vogliamo mettere in dialogo la straordinaria eredità dei Castelli Romani con ciò che siamo oggi e, soprattutto, con quello che insieme possiamo costruire per le generazioni future».

Il dossier guarda al 2029 attraverso tre grandi dimensioni – storia, ambiente e innovazione – facendo dialogare il patrimonio storico e culturale con le risorse ambientali del Parco dei Castelli Romani, le produzioni tipiche e vitivinicole, la ricerca scientifica e tecnologica e la collaborazione con istituti di ricerca italiani e internazionali che hanno scelto di sostenere la candidatura.

Trasversali all’intero progetto sono accessibilità, inclusione e sostenibilità, insieme alla volontà di misurare gli effetti delle azioni realizzate: dall’impatto ambientale a quello economico, sociale e comunicativo. La candidatura non viene così pensata come un singolo anno di eventi, ma come un processo capace di consegnare strumenti, competenze, relazioni e nuove opportunità al territorio.

È questa, in definitiva, la visione racchiusa nel titolo “Castelli Romani | Castelli Domani”: partire da ciò che questo territorio ha ereditato, valorizzare ciò che è oggi e trasformarlo in una risorsa per ciò che potrà diventare.
Perché i Castelli Romani vogliono essere non soltanto un luogo che si visita, ma un tempo che si abita: ieri, oggi, domani.

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