AgenPress. In soli 6 mesi il caro-carburanti è costato agli automobilisti italiani oltre 4,7 miliardi di euro a titolo di maggiori spese ai distributori, e solo a luglio e agosto l’aggravio sui rifornimenti ha raggiunto quota 1,7 miliardi di euro. I dati arrivano da Adusbef che ha analizzato i consumi di carburante sulla rete calcolando l’impatto dei rincari sulle tasche delle famiglie.
Considerando il periodo che va da marzo ad agosto 2026, i litri di benzina e gasolio venduti su strade e autostrade italiane (escludendo l’extra-rete) in ogni singolo mese, e i prezzi medi mensili dei carburanti alla pompa, gli automobilisti hanno speso in sei mesi circa 30 miliardi di euro a titolo di rifornimenti – spiega Adusbef – Nell’analogo periodo del 2025, complice anche una diversa composizione delle accise per effetto del riordino scattato lo scorso gennaio, il conto era stato di 25,3 miliardi di euro.
Questo significa che, a partire dall’inizio del conflitto, la guerra in Medio Oriente ha determinato una maggiore spesa a titolo di rifornimenti alla pompa per complessivi 4,7 miliardi di euro a carico degli automobilisti – calcola l’associazione.
Solo nel bimestre luglio-agosto, quando cioè sono aumentati i consumi di carburanti sulla rete come conseguenza dei maggiori spostamenti degli italiani per le vacanze estive, la spesa per benzina e gasolio si è attestata a 10,6 miliardi di euro, con un incremento di +1,75 miliardi di euro rispetto la spesa sostenuta nell’estate 2025 – aggiunge Adusbef – Per le casse erariali, tuttavia, le entrate nel bimestre in esame sono rimaste stabili: 5,1 miliardi di euro nel 2025, 5,2 miliardi a luglio-agosto 2026. Ciò per effetto sia del riordino delle accise, sia della minore tassazione applicata dal governo sul gasolio per calmierare i listini alla pompa, con il peso di Iva e accise sul diesel sceso ad agosto dal 57% del 2025 al 43% circa del 2026.
“Per capire l’impatto del caro-carburanti in Italia basti pensare che in soli 6 mesi i rialzi dei listini alla pompa causati dalla guerra in Iran hanno determinato una tassa occulta da 80 euro a singolo cittadino residente, neonati compresi – commenta il presidente Adusbef, Antonio Tanza – E questo senza considerare gli abnormi effetti indiretti che si stanno registrando nel nostro Paese attraverso rincari di prezzi e tariffe in diversi settori. Una situazione che, purtroppo, non sembra destinata a migliorare nel breve periodo, senza contare che, anche nel caso in cui la guerra dovesse finire domani, i listini alla pompa impiegherebbero mesi per tornare a livelli pre-conflitto”.
