AgenPress. La richiesta di revisione della condanna di Alberto Stasi potrebbe slittare. I legali del 43enne stanno infatti passando al setaccio, documento dopo documento, il materiale depositato dalla Procura di Pavia al termine delle nuove indagini su Andrea Sempio per l’omicidio di Chiara Poggi. Un lavoro che, secondo quanto riferito dalla difesa, avrebbe fatto emergere numerosi elementi ritenuti favorevoli alla posizione di Stasi e potenzialmente utili a sostenere la richiesta di revisione della condanna definitiva a 16 anni.
L’istanza sarà presentata alla Corte d’Appello di Brescia, ma non c’è ancora una data precisa. Gli avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis hanno sempre indicato come obiettivo quello di depositare la richiesta «il prima possibile», compatibilmente con l’analisi del materiale a disposizione. E proprio la mole delle nuove carte avrebbe reso necessario un ulteriore approfondimento.
La nuova inchiesta sul delitto di Garlasco, chiusa dalla Procura di Pavia nelle scorse settimane, ha messo a disposizione delle parti una grande quantità di documentazione: consulenze, accertamenti tecnici e nuovi elementi investigativi raccolti nell’ambito delle indagini su Sempio.
Secondo la difesa di Stasi, la lettura analitica di questi atti starebbe facendo emergere non soltanto elementi relativi alla posizione di Andrea Sempio, ma anche aspetti che potrebbero avere conseguenze sulla ricostruzione giudiziaria che ha portato alla condanna dell’ex fidanzato di Chiara Poggi.
Tra gli elementi già emersi nel nuovo fascicolo ci sono, tra gli altri, gli accertamenti sul Dna relativo ai pedali della bicicletta di Stasi e quelli sull’impronta di una scarpa rinvenuta nella villetta di via Pascoli. La Procura pavese sostiene che alcuni degli accertamenti possano rafforzare l’ipotesi accusatoria nei confronti di Sempio e, contestualmente, mettere in discussione alcuni aspetti della precedente ricostruzione.
Il lavoro dei difensori non sarebbe quindi limitato alla semplice raccolta delle cosiddette nuove prove. L’obiettivo è ricostruire nel dettaglio quanto contenuto negli atti dell’inchiesta e individuare eventuali elementi utili a dimostrare, secondo la prospettiva della difesa, l’innocenza di Stasi e possibili criticità nelle indagini originarie.
Su alcuni di questi aspetti potrebbero esserci anche interlocuzioni con la Procura di Pavia. È un passaggio che potrebbe contribuire a chiarire la natura e la rilevanza degli elementi individuati dai legali prima del deposito dell’istanza davanti ai giudici di Brescia.
La difesa, tuttavia, mantiene il massimo riserbo sul contenuto della futura richiesta. E proprio per questo non è ancora possibile conoscere nel dettaglio quali saranno gli elementi sui quali verrà costruita l’istanza di revisione.
Resta poi il capitolo della nuova prova annunciata nei giorni scorsi dai legali di Stasi e descritta come un elemento destinato a «fare rumore» o «scalpore».
L’avvocata Giada Bocellari aveva precisato che non si tratterebbe né di una nuova consulenza tecnica né di un elemento legato alle tracce di Dna. Secondo quanto emerge ora, tra le ipotesi al vaglio ci sarebbe quella di una nuova testimonianza raccolta dalla difesa.
Anche su questo punto, però, i legali non hanno fornito conferme definitive. Il contenuto della prova dovrebbe essere reso noto soltanto quando verrà depositata la richiesta di revisione.
Nel frattempo, sul piano giudiziario, la condanna di Alberto Stasi rimane definitiva. Stasi è stato condannato a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di famiglia a Garlasco.
La nuova indagine della Procura di Pavia riguarda invece Andrea Sempio, nei confronti del quale è stata notificata una nuova conclusione delle indagini. Il fascicolo potrebbe ora portare a una richiesta di rinvio a giudizio. Gli elementi raccolti dai pm, però, dovranno essere valutati nelle successive fasi del procedimento e non equivalgono a una condanna.
È proprio all’interno di questo scenario che la difesa di Stasi sta preparando la propria prossima mossa.
Il calendario, al momento, resta dunque indefinito. L’allungamento dei tempi non significa un passo indietro da parte della difesa, ma la scelta di completare un esame approfondito delle nuove carte prima di presentare un atto destinato ad avere un peso decisivo.
Gli avvocati Bocellari e De Rensis intendono arrivare al deposito con un quadro il più possibile completo. E, soprattutto, con una serie di elementi che, secondo la loro valutazione, potrebbero mettere in discussione la ricostruzione alla base della condanna di Stasi.
La prossima tappa sarà quindi Brescia. Sarà con il deposito dell’istanza che si conosceranno finalmente la nuova prova annunciata dalla difesa, gli altri elementi ritenuti decisivi e l’argomentazione con cui i legali chiederanno di riaprire il caso giudiziario di Alberto Stasi.
