Kimberly Guilfoyle lascia l’ambasciata Usa in Grecia

- Advertisement -
- Advertisement -

Dalla nomina ad Atene alle polemiche sui rapporti personali e professionali: la vicenda dell’ex ambasciatrice americana riaccende l’attenzione sui confini tra diplomazia, interessi privati e fedeltà politica. Guilfoyle respinge le accuse e annuncia battaglia per difendere la propria reputazione


AgenPress. La missione diplomatica di Kimberly Guilfoyle in Grecia si chiude tra polemiche, interrogativi e una presa di posizione netta da parte della diretta interessata. L’ambasciatrice, figura vicina al mondo politico conservatore americano e all’area di Donald Trump, avrebbe lasciato il suo incarico dopo le pressioni del presidente, mentre sul suo conto si concentravano le attenzioni di un’inchiesta incentrata su rapporti con lobbisti, matrimoni, viaggi su jet privati e un prestito da 100 mila dollari.

Una vicenda che intreccia relazioni personali, interessi economici e responsabilità istituzionali, riportando al centro del dibattito il tema dell’opportunità e della trasparenza per chi rappresenta gli Stati Uniti all’estero.

La partenza da Atene segna un passaggio delicato per Guilfoyle, il cui profilo pubblico è da tempo legato alla politica statunitense e alla cerchia di Trump. La sua uscita di scena, secondo la ricostruzione proposta, sarebbe maturata in un clima di pressione politica, con la richiesta di lasciare l’incarico proveniente dalla Casa Bianca.

L’ex ambasciatrice, tuttavia, non sembra intenzionata ad accettare senza reagire le contestazioni che l’hanno investita. La sua posizione è affidata a una dichiarazione inequivocabile: «Le accuse contro di me sono false e difenderò con determinazione il mio nome, la mia reputazione e la mia integrità».

Parole che spostano il confronto anche sul terreno della tutela personale e legale. Da un lato ci sono le domande sollevate dall’inchiesta, dall’altro la contestazione di Guilfoyle, che respinge gli addebiti e rivendica il diritto a difendersi.

L’episodio che avrebbe accelerato la crisi riguarda Eric Deters, avvocato ed ex candidato politico del Kentucky, noto per il suo sostegno a Trump e per i contributi versati a iniziative vicine all’ambiente conservatore.

Secondo i messaggi citati dal Wall Street Journal, nel luglio 2025, pochi giorni prima dell’audizione per la conferma al Senato, Guilfoyle avrebbe chiesto a Deters 100 mila dollari per coprire un debito sulla propria carta American Express. Nelle conversazioni riportate dal giornale sarebbe comparso anche il riferimento alla possibilità di evitare che il pagamento risultasse attraverso un bonifico.

La ricostruzione ha assunto un significato ancora più controverso perché, secondo le accuse del donatore, la richiesta sarebbe stata accompagnata dalla prospettiva di facilitare i suoi rapporti con esponenti dell’amministrazione federale.

Prima dell’incarico diplomatico, Guilfoyle aveva costruito la propria notorietà come avvocata, procuratrice e volto televisivo di Fox News. Il suo ingresso nell’ambiente politico conservatore l’aveva resa una figura di primo piano nel mondo trumpiano.

La relazione con Donald Trump Jr., figlio maggiore del presidente, aveva ulteriormente consolidato la sua visibilità nazionale. In precedenza era stata sposata con Gavin Newsom, oggi governatore democratico della California.

La sua nomina ad ambasciatrice aveva rappresentato il passaggio dalla comunicazione politica alla rappresentanza ufficiale degli Stati Uniti in un Paese strategico per gli equilibri energetici e geopolitici europei. Proprio questa sovrapposizione tra legami personali, attività politica e funzioni istituzionali rende la vicenda particolarmente significativa.

Guilfoyle ha confermato la propria uscita dall’incarico, ma ha ribadito la lealtà a Trump e al programma America First. Nella sua dichiarazione ha descritto il servizio agli Stati Uniti come un grande onore e ha promesso di difendere il proprio nome, la propria reputazione e la propria integrità.

La fine della missione ad Atene non chiude, dunque, la vicenda. Restano da chiarire la natura dei messaggi attribuiti all’ex ambasciatrice, le circostanze dei viaggi contestati e l’effettiva esistenza di eventuali scambi tra sostegno finanziario e accesso ai vertici dell’amministrazione.

 

- Advertisement -

Potrebbe Interessarti

- Advertisement -

Ultime Notizie

- Advertisement -