Manifestazione del 14 marzo: qualità, responsabilità clinica e difesa del SSN sia pubblico che privato

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Foad Aodi: “La salute è un diritto costituzionale. Senza regole uguali per tutti e responsabilità cliniche certe si indebolisce l’intero sistema”


AgenPress. La Conferenza che ha anticipato la manifestazione nazionale del 14 marzo, promossa da UAP – Unione Nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità Privata, ha posto con chiarezza al centro del dibattito pubblico una questione non più rinviabile: la difesa strutturale del Servizio Sanitario Nazionale in una fase segnata da crescente pressione assistenziale, liste d’attesa persistenti, aumento delle cronicità e progressivo indebolimento di interi territori, in particolare nel Mezzogiorno.

L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che la tutela dell’articolo 32 della Costituzione non può essere affidata a interpretazioni disomogenee o a scorciatoie regolatorie. Le criticità evidenziate riguardano la necessità che ogni attività sanitaria (diagnosi,cura e trattamento)sia svolta esclusivamente in strutture che rispettino pienamente requisiti strutturali, organizzativi e professionali previsti dalla normativa vigente; l’obbligo di una responsabilità clinica chiara e riconoscibile sui referti; il superamento di ambiguità che rischiano di generare un sistema diseguale; l’aggiornamento non più procrastinabile di un Nomenclatore Tariffario concepito oltre venticinque anni fa, oggi non coerente con la complessità tecnologica e con il livello di responsabilità richiesto ai professionisti.

In questo quadro, AMSI (Associazione Medici di Origine Straniera in Italia), UMEM (Unione Medica Euromediterranea), Co-mai (Comunità del Mondo Arabo in Italia), AISCNEWS (rete internazionale dell’agenzia mondiale informazione senza confini) e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE riflettono, analizzano e sostengono con convinzione i contenuti della mobilitazione, ribadendo la necessità di preservare qualità, sicurezza ed equità nel sistema sanitario.

Le citate associazioni sono parte integrante del percorso di confronto e rappresentano una presenza attiva al fianco di UAP nelle battaglie per la difesa della sanità pubblica e privata accreditata. In questo impegno condiviso, il contributo delle realtà guidate dal Prof. Foad Aodi si inserisce in una collaborazione istituzionale strutturata accanto alla presidente Mariastella Giorlandino, con l’obiettivo comune di rafforzare il sistema e tutelare cittadini e professionisti.

DIFENDERE IL SSN SIGNIFICA PROTEGGERE I CITTADINI
Le associazioni sottolineano che non si è di fronte a una rivendicazione corporativa, ma a una scelta di responsabilità verso l’intera collettività. Oltre un milione di operatori sanitari opera nel settore privato; più del 30% della popolazione si rivolge a strutture private per le cure; oltre il 30% delle prestazioni è garantito dal privato accreditato, componente a tutti gli effetti integrata nel servizio pubblico.
In una società che invecchia rapidamente, con aumento delle patologie croniche e crescente domanda di diagnostica e riabilitazione, il contributo di tutte le componenti del sistema è essenziale. Senza un equilibrio fondato su regole identiche e controlli uniformi, il rischio è quello di creare percorsi differenziati che penalizzano soprattutto le aree più fragili del Paese.

STOP ALLE ZONE GRIGIE E RISPETTO DELLE COMPETENZE
Le associazioni evidenziano l’urgenza di eliminare ogni area di incertezza normativa. Ogni prestazione sanitaria deve essere collegata a una responsabilità professionale definita e a competenze formalmente riconosciute.
La collaborazione interprofessionale è un valore imprescindibile, ma non può tradursi in sovrapposizioni di ruoli. La chiarezza delle competenze rappresenta una garanzia per il cittadino e una tutela per i professionisti.

L’INTERVENTO DEL PROF. FOAD AODI
Interviene il Prof. Foad Aodi, medico-fisiatra, giornalista e divulgatore scientifico internazionale, esperto in salute globale, membro del Registro Esperti FNOMCeO, 4 volte consigliere Omceo e docente dell’Università di Tor Vergata.
“La qualità dell’assistenza non è negoziabile. Ogni atto diagnostico e terapeutico deve poggiare su responsabilità cliniche precise e su competenze riconosciute. Senza questo presupposto, si indebolisce la fiducia dei cittadini.”
“La diagnosi e la cura restano atti medici, fondati su un percorso formativo rigoroso e su una responsabilità diretta. La collaborazione tra professionisti è fondamentale, ma deve svilupparsi nel rispetto dei ruoli. Confondere le competenze significa mettere in discussione l’intero impianto formativo e ordinamentale.”
“Oggi il sistema sanitario affronta una pressione crescente legata all’invecchiamento della popolazione, all’aumento delle cronicità e alla domanda di riabilitazione e diagnostica. Pubblico e privato accreditato devono lavorare insieme, ma dentro lo stesso perimetro di regole.”

Sanità pubblica e privata: una difesa unitaria, senza muri né burocrazia

Nel quadro della mobilitazione del 14 marzo, ribadiamo con chiarezza che quando si parla di privato accreditato si deve includere anche il privato autorizzato, parte integrante dell’architettura sanitaria nazionale. Vanno difesi tutti i professionisti della sanità che operano nella sanità pubblica e in quella privata, senza contrapposizioni ideologiche né distinzioni penalizzanti.
Il nostro principio è netto: difendere la sanità italiana in Italia e all’estero e riportarla ai primi posti nel mondo. Questo obiettivo si raggiunge solo attraverso la collaborazione tra tutte le componenti del sistema, non costruendo muri né aumentando la burocrazia, che quando è eccessiva soffoca l’esercizio professionale e rallenta le risposte ai cittadini.
Ricordiamo inoltre un punto fondamentale della nostra battaglia: la diagnosi spetta al medico. Un principio di chiarezza e responsabilità che tutela l’equilibrio delle competenze, nel rispetto di tutte le professioni sanitarie.

AMSI – Uniti per Unire, insieme alle associazioni e comunità aderenti, rappresentano numerose strutture sanitarie, poliambulatori e ambulatori.

Oggi il 65% dei professionisti della sanità di origine straniera — circa 130.000 — opera prevalentemente nel settore privato. Per questo difendiamo, accanto alla sanità pubblica, anche la sanità privata e i professionisti sanitari italiani e di origine straniera che ne costituiscono una componente essenziale.

“La manifestazione del 14 marzo rappresenta un passaggio decisivo. È un momento di responsabilità collettiva per evitare che si consolidi un modello frammentato. La salute è un diritto costituzionale e va garantita con coerenza, equità e chiarezza normativa.”
La mobilitazione del 14 marzo si configura così come un’occasione concreta e non più rinviabile per riportare al centro la qualità dell’assistenza, l’equità del sistema e la protezione della collettività, rafforzando un modello sanitario fondato su competenza, responsabilità e regole uguali per tutti.

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