AgenPress. L’Università Roma Tre annuncia con grande soddisfazione la discussione della prima tesi di laurea in Scienze dell’Educazione da parte di una persona detenuta iscritta al Polo Universitario Penitenziario (PUP) dell’Ateneo. Per ragioni di tutela e riservatezza, i dati anagrafici non vengono diffusi, ma l’Ateneo intende sottolineare l’importanza di questo traguardo, personale e collettivo, che testimonia la forza trasformativa dell’educazione in contesti a vincolo forte.
La tesi – elaborata interamente all’interno dell’Istituto penitenziario con il supporto del Funzionario Giuridico Pedagogico e dell’Area Educativa e supervisionata dalle Tutor e dai Docenti del Dipartimento di Scienze della Formazione – rappresenta il risultato di un percorso di studio rigoroso, svolto tra limitazioni quotidiane, tempi ristretti e un accesso controllato alle risorse educative. Si tratta di un esito che mette in luce la possibilità reale di costruire conoscenza e riflessività anche negli spazi più complessi della società, dando voce a esperienze spesso marginalizzate.
La tesi narra infatti un percorso di formazione personale iniziato in regime di massima sicurezza con la lettura quotidiana di testi classici e poesie, che hanno accompagnato una crescita personale culminata poi nella scelta di intraprendere gli studi universitari, che dopo questo traguardo proseguiranno con un Corso di Laurea Magistrale.
Il ruolo del Polo Universitario Penitenziario (PUP) Roma Tre
Il PUP Roma Tre è un sistema strutturato di servizi didattici e amministrativi nato per garantire l’esercizio effettivo del diritto allo studio universitario delle persone private della libertà personale.
Nell’anno accademico 2025-2026 sostiene quasi 100 studenti e studentesse detenute, offrendo:
- accompagnamento allo studio, tutoraggio e supporto personalizzato;
- attività di orientamento e formazione di base;
- didattica integrativa e metodologie flessibili pensate per rispondere ai bisogni educativi specifici del contesto penitenziario;
- gestione dei piani di studio, degli esami, della fornitura dei materiali didattici e dei rapporti con l’Amministrazione penitenziaria;
- iniziative di Terza Missione orientate alla partecipazione, alla responsabilizzazione e alla cittadinanza attiva.
Il PUP integra così i valori di inclusione, equità, accesso alla conoscenza e giustizia sociale, promuovendo una visione dell’università come spazio pubblico aperto, permeabile e capace di ridurre le distanze tra “dentro” e “fuori”.
Nel corso della sua ultradecennale storia il PUP ha avviato allo studio diverse centinaia di persone detenute e ne ha portato alla laurea oltre 40.
“Il conseguimento di una laurea da parte di una persona detenuta non rappresenta soltanto un successo individuale, ma un segnale concreto del ruolo che l’istruzione può svolgere nel contrasto alle disuguaglianze, nella promozione dell’autodeterminazione e nella costruzione di nuovi progetti di vita – ha dichiarato il Rettore, prof. Massimiliano Fiorucci. Questo risultato è stato possibile anche grazie alla collaborazione tra l’Area educativa della Casa di reclusione, il Dipartimento di Scienze della Formazione e il Polo Universitario Penitenziario, nell’ambito di una visione condivisa che riconosce nella formazione uno degli elementi centrali del percorso trattamentale intramurario. Come Università Roma Tre rinnoviamo il nostro impegno affinché l’esperienza del Polo Universitario Penitenziario continui a crescere e consolidarsi, nella convinzione che l’educazione sia un diritto fondamentale, una pratica emancipativa e uno strumento di trasformazione sociale”.
