Oltre l’ordine pubblico: i risvolti economici e sociali della sicurezza

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Francesco Tagliente: La gestione della sicurezza dei grandi eventi non rappresenta soltanto una funzione di tutela dell’ordine pubblico, ma costituisce oggi uno dei principali fattori di credibilità internazionale di un Paese e una leva strategica per lo sviluppo economico, turistico e infrastrutturale


AgenPress. La giornata del 17 maggio 2026 a Roma ne ha offerto una dimostrazione concreta. La contemporanea gestione del derby Roma-Lazio e delle finali degli Internazionali BNL d’Italia, in un quadrante urbano già caratterizzato da elevatissima densità di flussi, ha evidenziato la capacità delle autorità di pubblica sicurezza della Capitale di governare scenari complessi senza interrompere la vivibilità della città e senza comprimere il regolare svolgimento degli eventi.

È proprio in queste circostanze che la sicurezza smette di essere percepita come un semplice costo organizzativo e diventa un valore economico strategico. Un sistema-Paese capace di garantire sicurezza, mobilità, continuità urbana e gestione integrata della complessità trasmette infatti affidabilità agli investitori internazionali, alle organizzazioni sportive mondiali, agli operatori turistici e ai grandi circuiti economici globali.

Le Olimpiadi, i grandi eventi sportivi, culturali e internazionali non vengono assegnati soltanto sulla base della qualità degli impianti o del fascino delle città ospitanti. Vengono assegnati soprattutto ai Paesi che dimostrano capacità organizzativa, stabilità istituzionale e affidabilità nella gestione della sicurezza.

In questa prospettiva, quanto realizzato a Roma assume un significato che va oltre il dato operativo. La scelta di governare simultaneamente eventi di elevatissima complessità, attraverso un modello fondato su coordinamento interforze, flessibilità decisionale, gestione dinamica dei flussi e integrazione tra safety e security, ha rappresentato una vera certificazione internazionale della maturità del sistema italiano di sicurezza pubblica.

Non è un caso che proprio mentre Roma dimostrava sul campo questa capacità organizzativa, il presidente del CONI Luciano Buonfiglio rilanciasse il tema della candidatura olimpica della Capitale e di Napoli. I grandi eventi sportivi generano investimenti, infrastrutture, occupazione, attrattività internazionale e riqualificazione urbana. Ma perché tutto questo possa realizzarsi è indispensabile una condizione preliminare: la fiducia nella capacità dello Stato di garantire sicurezza ed efficienza organizzativa.

I dati economici richiamati nel dibattito sulle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 sono emblematici: miliardi di impatto economico, centinaia di milioni di ricavi da sponsor, migliaia di posti di lavoro creati e una straordinaria proiezione internazionale dell’immagine del Paese. Ma dietro questi risultati vi è anche la credibilità costruita negli anni dalle istituzioni italiane nella gestione dei grandi eventi.

La sicurezza, dunque, non è soltanto presidio dell’ordine pubblico. È infrastruttura invisibile dello sviluppo. È il presupposto che consente a una città di candidarsi ad accogliere il mondo, di attrarre capitali, turismo, investimenti e manifestazioni internazionali.

La gestione del 17 maggio 2026 ha dimostrato che Roma possiede non solo la bellezza e la storia necessarie per ospitare grandi eventi globali, ma anche una macchina della sicurezza capace di governare scenari complessi con equilibrio, flessibilità e capacità di adattamento.

Ed è proprio questa capacità — spesso silenziosa e poco visibile — che oggi rappresenta uno dei più importanti fattori competitivi delle grandi capitali internazionali.

Lo scrive il prefetto Francesco Tagliente, presidente della Fondazione Insigniti OMRI sul sito della Fondazione.

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