AgenPress. Animal Equality rilascia oggi in Italia le prime immagini documentate in Spagna di cervi macellati all’interno di un macello autorizzato. Il filmato è stato ricevuto in forma anonima dall’organizzazione alla fine di ottobre 2025. Dopo averne verificato l’autenticità e confermato la struttura, Animal Equality ha presentato una denuncia al Governo regionale di Castiglia e León.
Le immagini, ricevute in forma anonima e registrate il 5 marzo 2025 presso il macello Vicente de Lucas a Segovia, in Spagna, documentano otto gravi violazioni delle normative europee sul benessere degli animali. Le autorità hanno confermato l’avvio di un procedimento sanzionatorio e l’attuazione di misure correttive.
Il 27 febbraio 2026, la Direttrice Generale della Sanità Pubblica del Ministero Regionale della Salute di Castiglia e León, Cristina Granda Castro, ha formalmente informato Animal Equality che le autorità avevano attuato misure correttive e avviato un procedimento amministrativo per aprire un fascicolo sanzionatorio contro il Macello Vicente de Lucas. L’organizzazione ha richiesto l’accesso al fascicolo e sta attendendo una risposta.
Le riprese, effettuate il 5 marzo 2025 all’interno del macello, mostrano l’uccisione di oltre 200 cervi provenienti dal Monte de El Pardo, un’area naturale protetta a nord-ovest di Madrid gestita dall’ente spagnolo del Patrimonio Nazionale. Gli animali sono stati catturati vivi, le loro corna mutilate e trasportati al macello. Prima dell’inizio della macellazione, più di cinque esemplari erano già morti all’interno della struttura, probabilmente a causa dello stress e della paura provocati dalla reclusione.
La denuncia presentata da Animal Equality individua otto violazioni del Regolamento (CE) n. 1099/2009 del Consiglio, del 24 settembre 2009, relativo alla protezione degli animali al momento dell’abbattimento:
- Animali che mostravano chiari segni di paura e stress acuto durante la movimentazione;
- Uso di sacchetti di plastica e bastoni per costringere i cervi a muoversi;
- Introduzione simultanea di più animali nell’area di macellazione, causando sovraffollamento;
- Mancanza di separazione individuale, che ha permesso agli animali di assistere alla morte degli altri;
- Assenza di immobilizzazione individuale durante la macellazione;
- Animali colpiti più volte all’interno dello stesso recinto;
- Cervi coscienti anche dopo essere stati colpiti, che muovevano la coda, le zampe e sollevavano la testa mentre sanguinavano, indicando che lo stordimento non era stato effettuato in modo efficace;
- Animali appesi per un solo arto mentre mostravano ancora segni di vita.
La legge spagnola 32/2007 del 7 novembre, relativa al benessere degli animali durante l’allevamento, il trasporto, la sperimentazione e la macellazione, classifica il mancato stordimento adeguato degli animali prima della macellazione come un reato molto grave. Poiché gli animali sono rimasti coscienti dopo essere stati colpiti, Animal Equality sostiene che non si sia verificato uno stordimento efficace.
L’organizzazione chiede ora al Governo regionale di Castiglia e León di intraprendere tre azioni specifiche, tra cui un procedimento sanzionatorio con misure legali adeguate, compresa l’eventuale chiusura della struttura, la verifica del rispetto del Sistema di Videosorveglianza per il Benessere Animale previsto dal Regio Decreto 695/2022 e la garanzia che il macello non venga nuovamente utilizzato per l’abbattimento di animali selvatici provenienti da operazioni di controllo della popolazione.
Il Monte de El Pardo è una riserva naturale di oltre 15.000 ettari gestita dal Patrimonio Nazionale spagnolo, dove la caccia è vietata. Il controllo della popolazione di cervi viene effettuato tramite cattura e trasferimento a macelli autorizzati.
Secondo le risposte ufficiali dell’autorità competente, la macellazione dei cervi è stagionale, concentrata principalmente nei mesi di dicembre, febbraio e agosto, con rispettivamente 862, 879 e 574 animali macellati, più di 2.300 animali uccisi all’anno.
Tutto suggerisce che gli animali possano entrare nella catena alimentare: vengono trasportati in un macello autorizzato invece di essere gestiti in loco come previsto dalla misura di controllo della popolazione e, al macello, gli animali vengono trattati sotto la supervisione di veterinari ufficiali.
L’Italia non pubblica statistiche ufficiali dettagliate sulle quantità di carne di cervo importata, poiché questa voce è raggruppata nelle statistiche doganali dell’Istat sotto la categoria più ampia della “carne di selvaggina” (fresca, congelata o lavorata). Tuttavia, la Spagna risulta tra i maggiori esportatori di selvaggina in Italia per vari tipi di carne, tra cui anche quella di cervo.
