Gay Pride, Marrazzo: “Adinolfi al Pride per provocare. Temo Vannacci, ha consensi anche da persone LGBT”

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AgenPress. “Il Pride è una manifestazione per i diritti civili delle persone lesbiche, gay, bisessuali e trans e Mario Adinolfi nulla c’entra con questi diritti. Lui è stato sempre in antitesi con i nostri diritti e la sua partecipazione era chiaramente ipocrita, strumentale alla ricerca di visibilità. All’interno del Pride hanno manifestato persone sia con la bandiera palestinese sia con la bandiera dello Stato ebraico e nessuno ha detto nulla. Adinolfi ha dichiarato che le famiglie lesbiche, bisessuali e trans non esistono, che è contrario al fatto che una persona transessuale possa fare un’affermazione di genere differente al proprio corpo, ossia fare il cambio di sesso, che peraltro è una legge che c’è in Italia dagli anni Ottanta. È una persona che con i nostri diritti non c’entra nulla. Quando la gente si è agitata e gli chiedeva di andarsene, lui diceva no. Io l’ho fermato, gli ho detto che non c’entrava nulla con la manifestazione, ho chiesto alle forze dell’ordine di allontanarlo e lo hanno allontanato”.

Queste le parole di Fabrizio Marrazzo, portavoce del Partito Gay, su Radio Cusano, nel corso del programma “Battitori Liberi”, condotto da Gianluca Fabi e Savino Balzano.

“Io ho fatto un progetto anni fa in vari paesi del Medio Oriente, tra cui Israele, la Giordania, la Palestina e il Libano. Abbiamo aiutato le persone a scappare da quei Paesi per ottenere asilo e tra i Paesi che davano asilo c’era anche Israele, che dava asilo alle persone lesbiche, gay, bisessuali e trans. Io sono il primo a dire che lo Stato palestinese vada riconosciuto, ma al tempo stesso questo Stato deve rispettare i diritti umani. Ad oggi lo Stato della Palestina non riconosce i diritti delle persone lesbiche, gay e trans, e non può essere riconosciuto”, ha proseguito Marrazzo. “Quando ci sarà il riconoscimento dovrà essere vincolato, come è già avvenuto in Europa con l’Ungheria, la Polonia o l’Ucraina che hanno dovuto eliminare ogni discriminazione nei confronti delle persone lesbiche e gay. Poi una cosa è parlare delle persone israeliane, una cosa è il sostegno al governo Netanyahu e al genocidio. Se io porto quella bandiera perché sono un cittadino israeliano è differente, e infatti c’erano anche cittadini israeliani”.

“Sotto il governo Hamas c’era la pena di morte per gli omosessuali. Personalmente non ho portato né la bandiera della Palestina né quella di Israele, però capisco che molte persone che non conoscono a fondo la storia vedano un Paese vittima e in buona fede portano la bandiera palestinese. Ma lì sei condannato a morte anche semplicemente se ti sei preso l’HIV. Adinolfi invece la bandiera israeliana l’ha portata per provocare”, ha concluso Marrazzo. “Temo l’ascesa di Vannacci, c’è gente LGBT o LGBT friendly che è venuta al Pride e mi dice che lui dice anche cose giuste. Riceve consenso anche da persone gay friendly, sicuramente anche da alcune persone LGBT e questo è un grande danno. Il livello di omofobia e transfobia che ho visto in Vannacci non l’ho mai visto in trent’anni del centrodestra. Penso che sia un pericolo per la nostra comunità e purtroppo, ad oggi, invece viene percepito come un eventuale nuovo che può cambiare. Io lo vedo molto pericoloso per i diritti di tutti”.

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