AgenPress. Domenica 28 giugno 2026, alle ore 18:00, nella Sala Comunale di Guardavalle in via R. Salerno 1, l’Unione Cristiana ha presentato il volume “Quid est Veritas? – L’eterna ricerca della verità”, a cura del Sen. Prof. Dott. Domenico Scilipoti Isgrò e del Dott. Bruno Volpe.
L’iniziativa, patrocinata dall’Amministrazione Comunale di Guardavalle, è stata un’occasione di confronto su verità, coscienza, responsabilità civile e sul compito delle istituzioni nell’era della “post-verità”.
Un libro come cammino
L’opera non si propone come un trattato chiuso, ma come un percorso. “La verità non è un punto d’arrivo, ma un cammino che chiede coraggio e lucidità”, spiegano gli autori. Un cammino che intreccia fisica moderna e medicina integrata, filosofia e Scrittura, scienza e coscienza. Perché la verità non si impone con la forza o con il consenso: si cerca con umiltà. E quando la politica perde questo riferimento, rischia di ridursi a mera gestione tecnica del potere.
Dal Vangelo al Purgatorio: il destino dell’uomo
Il titolo richiama il dialogo tra Gesù e Pilato, ma la ricerca della verità non si esaurisce nella dimensione terrena. Come ha ricordato il Sen. Scilipoti Isgrò anche nella presentazione romana del 23 aprile scorso, essa riguarda il destino eterno dell’uomo.
“Il Purgatorio non è un’invenzione umana, ma un’espressione della misericordia di Dio. È lo stato in cui le anime, morte in grazia ma non ancora pienamente purificate, completano il cammino verso la visione beatifica. Parlarne oggi significa restituire senso alla vita e speranza alla morte”, ha affermato il Senatore.
Le radici scritturali sono richiamate con chiarezza: Giuda Maccabeo che “offre il sacrificio espiatorio per i morti” 2Mac 12,45-46; San Paolo e l’opera “vagliata come dal fuoco” 1Cor 3,13-15; Gesù che parla del peccato non perdonato “né in questo secolo né nel futuro” Mt 12,32. Il Catechismo conferma: “coloro che muoiono nella grazia di Dio, ma sono imperfettamente purificati, sono certi della salvezza eterna, ma vengono sottoposti ad una purificazione”.
“Riaffermare la verità del Purgatorio, in un tempo segnato dal materialismo e dall’oblio dell’aldilà, significa ricordare che non siamo fatti per il nulla, ma per la luce di Dio”, ha concluso Scilipoti Isgrò. È lo stesso filo che attraversa il libro: se la verità è cammino, anche l’uomo è cammino verso Dio. E la politica, la medicina, la scienza sono chiamate a servire questo cammino, non a negarlo.
Ambiente, sapienza e la “logica del salmone” in politica
Nel suo intervento il Senatore ha indicato anche tre coordinate per l’azione pubblica: ambiente, sapienza e discernimento. “Non sono temi separati. Tutelare l’ambiente è un atto di sapienza, perché custodiamo ciò che ci è stato affidato. Il discernimento è la capacità di distinguere l’utile dall’effimero, il vero dal rumore”.
Da qui la “logica del salmone”: “In politica serve il coraggio di andare controcorrente, quando la corrente ti allontana dal bene comune. Non si tutela il cittadino inseguendo sempre il consenso, ma avendo la forza di dire no, di rallentare, di verificare. Solo così la politica torna ad essere servizio e non calcolo”.
L’incontro a Guardavalle
Ad aprire i lavori il Sindaco di Guardavalle. Ha introdotto e moderato Nadia Morgione, Coordinatrice Unione Cristiana – Regione Calabria. Sono intervenuti: il Prof. Dott. Giuseppe Ventra, Coordinatore del Comitato Scientifico Lions Club, Elena Chugunova, l’On. Mario Tassone, Diego Morgione e il Sen. Prof. Dott. Domenico Scilipoti Isgrò, autore del volume.
Il Senatore, medico-ricercatore e parlamentare, ha concluso con la sua testimonianza: “Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi” Gv 8,32. Una libertà che, per la politica, significa scelte coraggiose, trasparenti, ancorate al bene comune e non all’ideologia del momento.
Guardavalle, terra di identità e dialogo
L’appuntamento si inserisce nel percorso dell’Unione Cristiana in Calabria per ricostruire il dialogo tra istituzioni, cultura e cittadini. Guardavalle, con la sua storia e la sua identità, è diventata il luogo in cui la domanda di Pilato torna attuale: non per restare senza risposta, ma per riaprire il confronto tra fede, ragione e responsabilità pubblica.
